L’osservato speciale: Timo Werner sfida il Dortmund

Timo Werner

Fino all’11ª giornata la Bundesliga era di fatto il parco giochi di Robert Lewandowski. Poi il polacco – che è pur sempre umano, forse – ha fermato la sua serie di partite consecutive a segno. E ha passato il testimone. Lo ha raccolto Timo Werner, suo primo inseguitore nella classifica dei marcatori. In realtà di attaccanti in forma ce ne sono diversi in questo momento nel massimo campionato tedesco: dalla sorpresa Niederlechner, 7+7 finora in stagione, a Benito Raman, in goal in tutte le ultime 4, fino a Jadon Sancho che segna da 6 gare consecutive e trascina il nuovo Dortmund (di cui vi abbiamo parlato ieri).

Parlano per lui i numeri: 10 goal e 5 assist nelle ultime 6 gare di Bundesliga, tutto iniziato dalla doppia tripletta contro il Mainz. Poi però Timo non si è più fermato, ha portato il Lipsia ad altre 6 vittorie consecutive e alla vetta della classifica. Inutile dire che mai nella sua carriera aveva brillato così tanto, anche perché al massimo aveva segnato solo per 3 gare consecutive di Bundesliga. Non solo una questione di momento, ma generale: sono 21 goal e 9 assist in 23 presenze stagionali.

I goal di Werner sono provvidenziali per il Lipsia, non solo per modo di dire. In Bundesliga il classe 1996 (mai abbastanza sottolineato: 23 anni compiuti a marzo scorso) ha segnato in 49 partite con i Roten Bullen. Il conto totale di queste è di 39 vittorie, 8 pareggi e sole 2 sconfitte, l’ultima delle quali risale a quasi due anni fa, contro il Friburgo nel gennaio 2018. Tra la stagione scorsa e l’inizio di questa il bilancio è di 19 vittorie e 2 pareggi.

La conferma del trend dovrà arrivare questa sera, al Westfalenstadion. Il Lipsia tornato capolista – lo era stato fino alla sesta giornata – va a fare visita al Borussia Dortmund in una partita che può potenzialmente essere una delle più belle dell’intera Bundesliga. L’osservato speciale, inevitabilmente, è proprio lui, che sta affinando l’intesa con Schick in attesa che Poulsen si rimetta in forma, che sta imparando a giocare anche da riferimento e non solo da seconda punta. Soprattutto, però, Werner ha messo a posto la mira: ora prende la porta nel 67% dei casi, fino alla stagione scorsa la percentuale era del 50%.

Per completare la trasformazione in centravanti di caratura mondiale a Timo Werner manca soltanto la continuità nelle partite decisive, quella che sta avendo quest’anno, sia con le reti che con gli assist. E fa sorridere pensare che il mese scorso affermava di non poter segnare in tutte le partite, “a meno che ti chiami Robert Lewandowski”. Beh, forse è possibile anche chiamandosi Timo Werner.

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