Vedi il Bayern.. e poi torni: 4 trasferimenti lampo col Werder

Bayern Werder

Bayern Monaco e Werder Brema sono state delle squadre simbolo per il calcio tedesco e hanno segnato anche la storia recente della Bundesliga, soprattutto nel decennio scorso. Nonostante ciò, le ultime 18 partite di campionato siano state tutte vinte dai bavaresi, striscia che il Werder spera di interrompere, magari raccogliendo punti salvezza e ritardando il trionfo bavarese. Nella storia ci sono anche diversi cambi di maglia di giocatori più o meno di successo. Quattro però sono molto particolari: sono tutti tornati al Werder Brema dopo essere stati ceduti al Bayern Monaco, chi per due volte o chi, addirittura, dopo soltanto un anno.

Claudio Pizarro (dal Werder al Bayern nel 2012, tornato nel 2015)

Il cuore diviso a metà, per l’unico giocatore in grado di vincere 100 partite con due club diversi in Bundesliga. Non è propriamente un trasferimento lampo, ma è impossibile prescindere da ‘Piza’ quando si parla di Bayern e Werder. È passato da un club all’altro per 3 volte: dal Werder al Bayern nel 2002, poi di nuovo nel 2012, dopo essere tornato a Brema via Chelsea, infine nel 2015 fare il percorso dal sud al nord della Germania. 482 presenze e 197 goal in Bundesliga, quinto miglior marcatore di sempre. Con i bavaresi ha vinto tutto, con il Werder ha segnato 153 reti in 312 partite, quasi una ogni due. I suoi numeri e i suoi record, che già vi avevamo elencato, parlano per lui.

Tim Borowski (andata nel 2008, ritorno nel 2009)

L’ex centrocampista, ritiratosi soltanto a 32 anni per un grave problema alla caviglia, la partita di oggi la vivrà in panchina come vice allenatore di Kohfeldt. E da ex, perché nella stagione 2008/09 Klinsmann lo ha voluto nel Bayern dopo averlo portato con sé in Nazionale al Mondiale 2006, con un ruolo importante. Passato a parametro zero, ha vissuto un anno da riserva con sole 10 presenze da titolare e comunque 7 goal segnati. Soltanto un anno dopo è tornato a Brema, dopo che van Gaal ha deciso che non rientrava nei suoi piani. Il Werder, club in cui è cresciuto, lo ha riaccolto a braccia aperte, a partire dai compagni che hanno invocato il suo ritorno. Accontentati.

Tim Borowski. Fonte: Getty

Torsten Frings (al Bayern nel 2004, tornato al Werder nel 2005)

Un altro centrocampista, da oltre 400 presenze in Bundesliga e 78 in Nazionale, ha lasciato il Bayern dopo soltanto un anno. Il motivo lo ha spiegato Uli Hoeneß, che di fatto lo ha spinto alla porta: “Semplicemente non sta rendendo come potrebbe, Magath gli ha dato il 100% delle possibilità ma lui non lo ha mai ripagato. Dà la colpa ad altre cose, ma è solo sua”. Frings era arrivato dal Dortmund, dove si era trasferito nel 2002 dopo 5 anni al Werder. Spazio e fiducia al Bayern non gli sono mai mancati, le prestazioni sì. E, anche per il suo cuore grün-weiß (449 presenze), appena si è presentata l’opportunità di tornare a Brema Frings l’ha colta. Con Ismaël ‘pedina di scambio’ mandata a Monaco per il ritorno di uno dei migliori centrocampisti del decennio scorso, certamente rimpianto almeno un po’ in Baviera.

Andreas Herzog (andata nel 1995, ritorno nel 1996)

Il ‘Maradona delle Alpi’ al Bayern, semplicemente, ha deluso ogni aspettativa. La leggenda del calcio austriaco era arrivata al Werder nel 1992 e nei primi 3 anni aveva brillato: 29 goal e 36 assist in 120 partite. Poi nel 1995 il Bayern ha chiamato Otto Rehhagel in panchina. Lo storico allenatore si è portato anche Herzog, che però in Baviera ha fallito: 4 goal e 5 assist tra Bundesliga e Coppa UEFA. Così l’estate successiva è tornato a Brema, vendicandosi poi del Bayern nel 1999, battendolo in finale di DFB-Pokal. Peraltro il viaggio inverso di Herzog nel ’96 Lo fece Mario Basler, ex compagno e ‘sostituto’ dell’attuale record-man di presenze nell’Austria.

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