Perché il Gladbach leader in Bundes delude in Europa?

Gladbach europa

Il percorso del Borussia Mönchengladbach in Europa League è stato praticamente tutto l’opposto di ciò che è quello in Bundesliga. Capolista indiscussa nel campionato tedesco, costante nei risultati, senza continui intoppi nel percorso e vincendo, convincendo, i big match. Come quello contro il Bayern Monaco di tre giorni fa, per rimanere in tema. Invece al Gladbach nel girone in Europa è andato tutto storto, in particolare la prima e l’ultima partita. Paradossalmente, entrambe in casa: 0-4 in casa contro il Wolfsberger e 1-2 contro il Basaksehir.

Uno dei fattori determinanti in negativo è stata la mancanza di tranquillità, condizionata anche dalla sconfitta pesante all’esordio che ha messo subito la strada in salita in un girone non facile. Per il resto, 4 partite su 6 nel gruppo J si sono decise con un goal al 90’, tre volte in favore dei Fohlen e una volta a sfavore, quella decisiva. L’andata di Istanbul contro il Basaksehir pareggiata nel finale, L’abbaglio di Collum per l’1-1 contro la Roma, il goal di Thuram per il 2-1 sempre con i giallorossi, infine la partita che ha sancito l’eliminazione contro il Basaksehir. In più la vittoria con il Wolfsberger è stata soltanto per 1-0, soffrendo fino alla fine. 

Segnali che, al contrario di quanto accaduto in campionato, il Borussia non è riuscito a gestire le partite in Europa League. In Bundesliga invece il 60% delle vittorie sono state con più di un goal di scarto. Statistiche disastrose anche in difesa: 9 goal subiti in 6 partite in Europa League, contro le 16 in 14 giornate di campionato. I numeri in attacco sono anche peggio: un goal di media a partita in Europa, oltre due in Bundesliga.

Un impegno, quello europeo, a tratti anche sottovalutato, probabilmente, visto come si è sviluppato il cammino in Bundesliga. La differenza di brillantezza tra le due competizioni è stata notevole, soprattutto a livello di ritmo. Paradossalmente il girone del Gladbach in Europa è stato in generale a ritmo più basso, anche meno intenso rispetto a quanto si vede in Bundesliga. Per caratteristiche, la squadra di Marco Rose è più portata a rendere quando può permettersi ritmi più alti senza scoprirsi. 

Anche le scelte del tecnico sono andate in questa direzione. Contro il Bayern, ad esempio, gli interni di centrocampo erano due giocatori di intensità come Bénes e Hofmann. Nella sfida decisiva contro il Basaksehir hanno giocato invece Kramer e Neuhaus, uomini di gestione della palla e del ritmo controllato. Come capita alla maggior parte delle squadre tedesche, quando i ritmi calano e le avversarie corrono meno, iniziano a fare fatica. Dato testimoniato dal possesso palla del Gladbach: il 5% in più in Europa rispetto che in Bundesliga, con 75 passaggi in più a partita e prestazioni peggiori. Da rivedere anche il dato sui duelli aerei, visto che in campionato ne vince oltre il 50%, mentre finisce sotto nelle statistiche del gruppo europeo.

Se lo 0-4 contro il Wolfsberger poteva essere considerato un passo falso, un incidente di percorso dato da un calo di tensione dopo un avvio altalenante, la sconfitta contro il Basaksehir ha fatto emergere tutti i difetti di una squadra che negli ultimi anni ha sentito il peso delle aspettative, nel momento in cui sono state riposte sulla squadra. Lo dice lo storico in campionato, con un girone di ritorno perennemente in calo rispetto all’andata nelle ultime due stagioni: 33 punti contro 22 l’anno scorso, 28 e 19 l’anno prima.

Quando si è trattato di rispettare le aspettative, come era anche nel gruppo di Europa League, il Borussia non è mai riuscito a reggere negli ultimi anni. Ed è ciò su cui deve lavorare Rose, oltre al trovare un’altra dimensione alla squadra. Più ha alzato il baricentro, più ha sofferto. E quando non è riuscita a pressare, ha subito. Dettagli da limare in un percorso che, certamente, sarà lungo, per un gruppo giovane come quello del Gladbach. Anche in Europa, ma non quest’anno…

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