Cosa può dare Emre Can a Dortmund e Bayern

Emre Can Dortmund

Le voci riguardo un possibile trasferimento di Emre Can a Borussia Dortmund e Bayern Monaco nella prossima finestra di mercato si fanno sempre più insistenti. Anche se si può parlare, più che di voci, di una situazione abbastanza nota: è stato Can stesso a manifestare apertamente il suo dissenso riguardo il trattamento ricevuto dalla Juventus appena ne ha avuto occasione. Prima lo ha fatto in seguito all’esclusione dalla rosa della sua squadra per la Champions League, poi ha rincarato la dose durante l’ultima sosta per far spazio alle Nazionali: “Non sono contento della mia situazione a Torino, deve cambiare in qualche modo, o a Torino o con un’altra soluzione”.

Nel passaggio da Allegri a Sarri sulla panchina bianconera, il giocatore più penalizzato è stato proprio il tedesco ex Liverpool, utilizzato solo due volte da titolare in stagione (ed in entrambi i casi sostituito ben prima della fine della partita). Un paradosso, per un ragazzo che da ottobre è tornato invece tra i convocati della Germania.

Chissà che il recente infortunio di Khedira non possa cambiare le carte in tavola, ma ad oggi il classe 1994 è un giocatore in uscita. Su di lui ovviamente ci sono interessamenti dalla Serie A e dall’estero, ma l’unica possibilità su cui il centrocampista si è esposto pubblicamente è quella di un ritorno in Germania: “Mai dire mai”. Certo in Bundesliga sarebbero pronte ad accogliere. Emre Can squadre del calibro del Borussia Dortmund e del Bayern Monaco – probabilmente, tra l’altro, le uniche in grado di soddisfare la valutazione del cartellino di 35 milioni di euro da parte della Juve. Ma cosa potrebbe dare nell’immediato il classe 1994 alle due big del calcio tedesco, entrambe protagoniste di una prima parte di stagione deludente?

La collocazione di Emre Can nello scacchiere del Borussia Dortmund sarebbe ovvia. Per Favre il tedesco rappresenterebbe prima di tutto un’alternativa a Witsel e Delaney (oltre a un  Weigl in calo) in quel ruolo di diga davanti alla difesa che è forse il più delicato di tutto lo schieramento giallonero. Nel complesso, l’ex Liverpool ha meno qualità offensive di entrambi gli attuali centrocampisti a disposizione di Favre, ma possiede anche un impatto fisico superiore, che potrebbe permettere al BVB di assumere un atteggiamento più aggressivo. Inoltre, con la sua duttilità, Can potrebbe anche rappresentare un upgrade rispetto ad Akanji in quel ruolo da terzino bloccato che lo svizzero ha mal digerito finora – o comunque sarebbe di sicuro un profilo più affidabile anche da centrale rispetto ai ventenni Zagadou e Balerdi.

Nell’abbondanza del centrocampo del Bayern Monaco, invece, potrebbe essere un po’ meno banale immaginarsi un impiego di rilievo per Emre Can. Eppure tra i vari Thiago, Martínez, Tolisso, Cuisance e Goretzka proprio quello che manca a disposizione di Flick è un giocatore in grado di dare un contributo rilevante in fase difensiva senza però abbassare il ritmo e l’altezza del pressing – che poi sarebbe un altro modo per dire Emre Can. Il tedesco permetterebbe di sfruttare al meglio la visione di Thiago o gli inserimenti di Goretzka, garantendo contemporaneamente ordine e fisicità in mediana per il Bayern. In più, con questo acquisto Flick potrebbe avere un’alternativa in più nei ruoli di terzino destro e difensore centrale, al momento deboli. Insomma aldilà delle apparenze è forse dalle parti dell’Allianz Arena che c’è più bisogno del vero Emre Can, non il giocatore intristito degli ultimi mesi.

Il punto fondamentale è anzi proprio questo. Aldilà dell’aspetto tecnico-tattico, per un giocatore come Emre Can è importante sentirsi centrale nel progetto, aggiungere quella componente di fiducia che in alcuni momenti lo ha reso un dominatore in mezzo al campo, tanto nel Liverpool quanto nella Juventus. Il prossimo passo nella carriera del tedesco, quello più difficile, è trovare quei ‘momenti’ con continuità, una cosa che tra infortuni e situazioni varie non gli è mai riuscita in carriera. È soprattutto per questo che qualunque sia la scelta che farà Can a gennaio, fosse anche di rimanere dov’è piuttosto che andare al Bayern o al Borussia, dovrà essere una scelta che lo motivi abbastanza per spingerlo a salire in cattedra nella seconda parte di stagione. Con un occhio, magari, anche ad Euro 2020.

Rispondi