Simon Straudi: un talento italiano al Werder Brema

Straudi

L’Alto Adige non è mai stato, tradizionalmente parlando, fucina di talenti pallonari. Se escludiamo gli ex interisti Pasinato ed Orlandoni, infatti, pochi altri sono i calciatori nati in provincia di Bolzano ad aver avuto fortuna ad alti livelli nello sport più seguito e praticato al mondo. Negli anni vari elementi hanno provato ad invertire la tendenza, senza però riuscire nell’intento di imporsi a pieno titolo. Si pensi ad esempio ai casi di Micheal Cia e Manuel Fischnaller, molto promettenti ai tempi dei settori giovanili di Atalanta e Juventus e comunque autori di discrete carriere nelle categorie sottostanti la Serie A. Più in alto spera di poter arrivare il protagonista del nostro ritratto odierno, Simon Straudi.

Jolly classe 1999 nato e cresciuto a Brunico, ha da anni iniziato un percorso formativo nel Settore Giovanile del Werder Brema, che lo ha portato a partecipare stabilmente all’attività della prima squadra nel corso di questo primo scorcio di stagione, dopo aver firmato il primo contratto da professionista nel maggio scorso.

Per tutto agosto e settembre si è seduto in panchina a disposizione del tecnico Kohfeldt, senza però essere mai impiegato. Dopo essersi tolto la soddisfazione di vedere da vicino il Muro Giallo di Dortmund è tornato a dar manforte alla formazione riserve, che milita in Regionalliga Nord, quarta serie del calcio tedesco.

Per quanto Simon non sia stato, almeno al momento, schierato in gare ufficiali con la gloriosa maglia bianco-verde, può essere definita come assolutamente felice l’intuizione che gli scout del club tedesco ebbero circa quattro anni fa. Ad inizio 2016 iniziarono infatti a seguire con particolare assiduità il profilo di questo giovane centrocampista del Südtirol, che  gravitava con buona continuità anche negli ambienti della prima squadra – con annesse un paio di convocazioni – nonostante avesse solo 17 anni. Diversi erano i club che lo tenevano monitorato con costanza, ed anche al di fuori dei confini italiani, anche grazie alla vetrina garantitagli dalle Nazionali riservate alle formazioni di Serie C (all’epoca ancora Lega Pro). I Rot-Weiß scelsero però di riservare una sorta di prelazione al Werder Brema, che a luglio lo accolse nel pensionato riservato ai ragazzi fuori sede.

Ora il ragazzo spera di poter compiere un salto positivo nel mondo dei professionisti, o seguendo l’esempio del suo compagno Christian Groß nel Werder, o magari anche in una società diversa, visto l’altissimo livello di difficoltà che un campionato del calibro della Bundesliga richiede. Ad aiutarlo potrebbe essere l’importante attitudine a ricoprire più posizioni: Straudi può infatti giocare in tantissimi ruoli, sia con mansioni da esterno di fascia che nelle vesti di centrocampista con licenza di inserimento. Le principali peculiarità del ragazzo riguardano ottimi parametri di velocità e accelerazione, che gli consentono di effettuare strappi di primo ordine nel corso del match. E’ invece molto migliorabile in fase di conclusione, visto che agli occupanti della zona mediana di oggi è spesso richiesto di avere 3/4 reti l’anno nelle gambe.

Nel mentre, alle sue spalle, cresce il più giovane fratello Fabian, classe 2001 e trasferitosi in Germania un anno dopo rispetto al fratello maggiore. Anch’egli centrocampista, è elemento fisso della formazione Under 19 del Werder. Crescere in un vivaio che ha lanciato tanti calciatori importanti negli anni (tra gli ultimi Selke, Eggestein e l’austriaco Grillitsch) non può che essere motivo di soddisfazione a casa Straudi, nella speranza che magari un giorno possa arrivare una presenza al Weserstadion.

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