Robin Zentner non è più quello della famosa papera

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Un momento più o meno fortunato, ma comunque bizzarro, può – purtroppo – spesso caratterizzare e categorizzare la carriera di un calciatore. Christoph Kramer, ad esempio, sarà sempre lo smemorato della finale del Mondiale 2014 e non un centrocampista di buon livello. Oppure Götze l’uomo che l’ha decisa, quella finale. Robin Zentner invece non è stato così fortunato come i due campioni del mondo.

Tutto il mondo lo ricorda per una clamorosa papera di un paio d’anni fa contro il Gladbach, alla sua seconda presenza in Bundesliga, quando perse il totale controllo della palla e calciò l’aria, prima di riuscire a metterci una pezza. Ha poi spiegato di essersi confuso col dischetto.

“La palla aveva un po’ di spin sul retropassaggio. Con la coda dell’occhio vedevo qualcosa di bianco e pensavo fosse la palla. Invece era il dischetto del rigore e la palla era da qualche altra parte.Volevo giocarla centralmente ma non ho trovato il contatto con la palla. Così non ho realizzato che non era lì”.

Il portiere del Mainz ha iniziato la stagione da secondo di Florian Müller, classe 1997 su cui il club contava molto, dopo i tanti problemi fisici. I 14 goal subiti nelle prime 4 gare stagionali hanno però fatto propendere per il cambio: Müller è finito in panchina per decisione dell’ex tecnico Schwarz e Zentner ha preso la maglia da titolare, confermatagli anche da Beierlorzer.

Già negli ultimi due anni, dopo il prestito all’Holstein Kiel in 3. Liga (con promozione annessa), il classe 1994 si era ritagliato spazio per giocare 25 partite in Bundesliga, senza mai dare enormi sicurezze, anzi. Quest’anno invece – nonostante alcune incertezze e anche gli zero clean sheet in stagione, demerito da dividere con la difesa – il vento è cambiato. Con i piedi la sicurezza è ancora lontana, ma quando si tratta di parare Zentner ha fatto il salto. Compie 4.6 parate a partita, numero uno in Bundesliga in stagione tra chi ha giocato più del 50% delle partite fin qui disputate. Tante di queste, inoltre, sono state decisive.

Pensarlo ora sembra un paradosso, visto quell’errore che gli ha segnato una carriera. Eppure ciò in cui è migliorato Zentner è soprattutto il riflesso, più che la tecnica. È un portiere acrobatico, forse quasi lontano dalla scuola tedesca di Neuer, molto più istintivo, ma non per questo meno efficace. È alto (1.95), ha stazza, ma è allo stesso modo reattivo e agile. Nella partita del Mainz contro l’Hoffenheim, vinta per 1-5 dalla sua squadra ma rimasta aperta fino a pochi minuti dal termine, ha messo in mostra tutto il repertorio compiendo 8 parate. Forse una delle sue migliori prestazioni e il modo migliore per capire come Zentner sia cresciuto.

Chi ha per caso visto il Mainz lo avrà probabilmente notato. Anche perché purtroppo, tra l’altro, difficilmente su YouTube o nel web in generale si troveranno video con le migliori parate di Zentner. Insomma, per una volta il proverbio ‘mai giudicare un libro da una copertina’ centra il punto: nonostante alcune incertezze ci siano naturalmente ancora, il classe 1994 del Mainz si è meritato il posto da titolare in Bundesliga. E spera di essere ricordato per quello, più che per quegli sfortunati 10 secondi.

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