Mario Gomez e il VAR: 3 gol annullati in una partita

Mario Gomez

Mario Gomez di triplette in carriera ne ha segnate, visto che nel suo periodo d’oro – esclusa la parentesi alla Fiorentina – non ha mai avuto particolari problemi a centrare la porta. Non avrebbe però mai creduto di segnare una tripletta di goal… annullati, anche con la collaborazione del VAR. E invece è successo nella trasferta sul campo del Sandhausen, dove lo Stoccarda ha perso 2-1, finendo peraltro a -6 dall’Arminia Bielefeld capolista in Zweite Liga.

L’escalation è stata molto rapida: il primo goal annullato è arrivato al 10′, quando è stato proprio il VAR a non convalidare un perfetto sinistro all’angolino per un fuorigioco millimetrico. L’arbitro inizialmente aveva indicato il centrocampo, dando buono l’1-1, prima dell’intervento della tecnologia.

Nel corposo recupero del primo tempo, mentre nel frattempo Bouhaddouz con una doppietta aveva messo il punteggio sul 2-0, Mario Gomez ha segnato nuovamente, stavolta con una rovesciata in mezzo all’area dopo un cross deviato. L’attaccante ha esultato pochi secondi, prima che il guardalinee segnalasse il fuorigioco, poi confermato dal VAR e anche in questo caso millimetrico.

Al 71′ è arrivata la tripletta, ancora di sinistro, a tu per tu col portiere. Stavolta Gomez ha giusto il tempo di realizzare che la palla è entrata in porta che, puntualmente, è arrivato il fischio di Osmers. Poi il VAR ha verificato che effettivamente il fuorigioco ci fosse. E tre.

A fine partita l’esperto attaccante dello Stoccarda ha commentato, tra il rassegnato e il lapidario, la sua tripletta di goal annullati, un qualcosa di raro in assoluto, anche (e soprattutto) in era VAR.

“Questo sistema al momento fa schifo. È una catastrofe per noi attaccanti.”

In fondo lo si può capire: in stagione Gomez ha segnato soltanto un goal, alla prima giornata, e in diverse situazioni il tecnico Tim Walter lo ha escluso dalla formazione titolare, nonostante il curriculum. Comunque, aldilà della sfortuna, non si può dire che non abbia sfruttato l’occasione.

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Non solo Beierlorzer: i cambi di panchina lampo

Beierlorzer

L’allenatore, si sa, nel calcio è un ruolo difficile: grandi responsabilità, grandi pressioni e alla fine il primo a pagare quando le cose si mettono male. In Bundesliga da sempre c’è però una possibilità in più per un pronto riscatto. A differenza infatti che in Italia il massimo campionato tedesco permette di cambiare due (o più) società all’interno della stessa stagione. Nascono quindi situazioni curiose di allenatori che in pochi giorni si ritrovano sulla panchina di una squadra fino a poco prima avversaria. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Achim Beierlorzer.

Esonerato dal Colonia all’undicesima giornata a seguito della sconfitta interna contro l’Hoffenheim, nove giorni dopo si è trovata alla guida del Mainz, peraltro con esordio trionfale (vittoria esterna per 5 a 1) di nuovo contro la squadra di Sinsheim, affrontata quindi due volte in due giornate consecutive.

Andando a scorrere le statistiche dei dieci passaggi più veloci si trovano diverse curiosità. Innanzitutto proprio l’effzeh c’è per ben tre volte in questa particolare classifica, compreso Beierlorzer, sempre nella parte della società che esonera: il 12 dicembre 1975 viene licenziato lo jugoslavo Zlatko Cajkovski, poi accasatosi al Kickers Offenbach dopo 20 giorni; nel 2017 Peter Stöger viene ingaggiato dal Borussia Dortmund 8 giorni dopo l’addio alla città del Duomo (non sarà un’esperienza fortunata).

Sono addirittura tre i casi di cambiamenti nello stesso giorno: il mitico Helmuth “Fiffi” Kronsbein dall’Hertha al ritorno all’Hannover nel marzo del 1974, Rolf Schaftstall, passato il 7 dicembre 1987 dallo Schalke al Bayer Uerdingen ed infine il più attuale Dieter Hecking, accasatosi al Wolfsburg il giorno stesso dell’addio al Norimberga, il 22 dicembre del 2012.

Allenatori
Cambi lampo in panchina: Dieter Hecking. Fonte: @HSV

L’attuale allenatore dell’Amburgo può “vantare” un altro piccolo record. Nella classifica dei cambiamenti più rapidi della storia della Bundesliga il buon Dieter c’è anche per i 4 giorni trascorsi tra il 7 e l’11 settembre 2006, sufficienti ad essere ingaggiato dall’Hannover dopo la fine del rapporto con l’Alemannia Acquisgrana.

Non poteva mancare un pezzo di storia del calcio tedesco come Felix Magath. Dopo la storica vittoria del Meisterschale alla guida del Wolfsburg e un discreto anno e mezzo alla guida dello Schalke, a marzo del 2011 viene esonerato dai Knappen. Due giorni dopo è già al lavoro con die Wölfe, che riuscirà a salvare dalla retrocessione.

Insomma, se è vero che ovunque gli allenatori vivono con la valigia pronta, in Germania a volte non conviene neanche disfarla…