Stella Rossa-Bayern 1991, l’autorete del destino

stella rossa Bayern 1991

Un’impresa. È quella che serve al Bayern Monaco il 24 aprile 1991 nella semifinale di ritorno di Coppa dei Campioni. I tedeschi devono infatti ribaltare il 2-1 subito in casa dalla Stella Rossa di Belgrado. All’Olympiastadion gli jugoslavi la palla agli uomini guidati in panchina da Jupp Heynckes quasi non gliel’hanno fatta vedere. I biancorossi hanno una solida organizzazione di gioco data dal tecnico Ljupko Petrović e soprattutto hanno in campo una quantità smisurata di talento con Robert Prosinečki e Dejan Savićević, capaci (in giornata buona) di produrre giocate di altissima qualità e servire assist per Darko Pančev. E sono proprio il “Cobra” e il “Genio” a ribaltare il match di Monaco. Al colpo sotto di Augenthaler rispondono con due contropiedi velocissimi, il primo chiuso da Pancev, il secondo con un’azione personale da Savicevic. Tutto rimandato al Marakana, a Stella Rossa-Bayern.

 

Una rimonta, che oltre ad aver ridotto notevolmente le speranze di qualificazione del Bayern, aveva interrotto l’imbattibilità casalinga dei bavaresi in Europa che durava da ben 23 anni. A Belgrado però l’undici di Heynckes, che durante i festeggiamenti del Meisterschale 1989/1990 aveva promesso di riportare la Coppa dei Campioni in Baviera, va per provarci. Stella Rossa-Bayern, atto secondo. Reuter gioca libero, Augenthaler in marcatura su Prosinecki e davanti accanto a Wohlfahrt in attacco viene schierato Michael Laudrup. I sogni del Bayern però sembrano spegnersi già al 24′. Punizione da fuori area, calcio preciso di Siniša Mihajlović, che all’epoca fa ancora soprattutto il centrocampista ma che sa calciare già perfettamente le punizioni. Ora ai tedeschi servono due gol per portarla ai supplementari.

A ravvivare le speranze un altro calcio piazzato di Klaus Augenthaler al 62′. Il libero dei bavaresi tira forte e dritto, il portiere della Stella Rossa Stevan Stojanović ci mette del suo, palla sotto le gambe e partita riaperta. Quattro minuti dopo gli ospiti sono addirittura in vantaggio. Cross dalla sinistra del 21enne Stefan Effenberg, rimpallo su Manfred “Manni” Bender che controlla e batte con un diagonale il portiere della Stella Rossa. Se finisse in quel momento, Stella Rossa-Bayern andrebbe ai supplementari. E l’overtime sembra l’opzione più probabile, dopo che a cinque minuti dalla fine Wolhfahrt ha spedito sul palo il tiro del possibile 3-1.

L’imprevisto però è dietro l’angolo. Dopo un’azione insistita l’ala degli jugoslavi la mette in mezzo. È un pallone lento e innocuo su cui si lancia Augenthaler. “Ho provato a spazzare – ha raccontato anni dopo il giocatore del Bayern in un’intervista a Spox – la palla è andata altissima sopra la porta e Raimond Aumann (il portiere n.d.R) l’ha buttata dentro. Autorete, 2-2, i tedeschi sono fuori. “Ne abbiamo parlato molto con Raimond – spiega sempre nella stessa intervista Augenthaler – ha sempre detto, che era stato infastidito da un avversario che veniva dalla fascia. Aveva paura che lo jugoslavo gli rubasse palla”. Dopo quel match la Stella Rossa volerà a Bari per conquistare la prima e unica Coppa dei Campioni della sua storia. I tedeschi, per riprendersi il titolo, dovranno aspettare esattamente dieci anni. Ad alzare quel trofeo proprio Stefan Effenberg, mentre Jupp Heynckes riporterà la Coppa in Baviera, solo nel 2013, 23 anni dopo quella promessa a Monaco.

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