Tre domande a Pietro Nicolodi – Speciale Gladbach

Gladbach

“Tre domande a Pietro Nicolodi” è una rubrica mensile di Bundesitalia.com: ogni mese parleremo con la voce del calcio tedesco in Italia. Tre domande e risposte-lampo sui temi del momento del calcio tedesco. Questa puntata è dedicata al Gladbach, capolista a sorpresa in Bundesliga.

Il Borussia Mönchengladbach è capolista in Bundesliga dopo 11 giornate, pensi possa andare fino in fondo e credere nel Meisterschale?

Non saprei dire se possa andare fino in fondo, è un po’ presto ed è pericoloso. Penso sempre che il Lipsia sia la più seria candidata a giocarsela. La cosa importante è che il Gladbach ha una rosa profonda ed è uscito bene da un periodo in cui si sono fatti male in tanti. Dal punto di vista tattico ci sono tante soluzioni. Ha cambiato sempre diversi giocatori in formazione, ma sono sempre riusciti a vincere. Ha perso soltanto le ultime due volte a Dortmund. Il test col Bayern del 7 dicembre dirà molto. La sconfitta con il Wolfsberger (0-4 in Europa League, ndr) un giorno a Mönchengladbach dovranno spiegarla: hanno perso contro una squadra austriaca con un allenatore che viene dall’Austria, è quantomeno curioso. Magari i giocatori non hanno ascoltato Rose, poi dalla volta dopo hanno capito che dovevano dargli retta.

Tra i tanti talenti, chi è secondo te il giocatore più importante e più decisivo che ha il Gladbach?

Il migliore e il più decisivo è Zakaria, sarà quello che andrà in una big: è tre volte più forte dell’anno scorso, è un uomo fondamentale per potenza e posizionamento. Anche con la Svizzera mi ha fatto un’impressione incredibile, è migliorato tantissimo. Se gioca bene lui, gioca bene la squadra. Ginter al momento è un titolare della Germania, anche se non mi fido tantissimo di lui: ho in mente ancora dei lisci con il Dortmund che mi fanno rabbrividire. Poi sicuramente è molto migliorato. Lainer lo voleva mezza Europa e facevano bene a volerlo: anche in difesa è migliorato tanto, offensivamente ha sempre dato garanzie, ora anche dietro è solido. Ha voluto seguire Rose al Borussia, è una delle chiavi del trasferimento. Anche Bénes che era uno sconosciuto ha un sinistro incredibile, mette dei cross perfetti e fa segnare tanti goal da calcio piazzato, cosa che il Gladbach da quando non ha più Vestergaard faceva fatica a fare. ono anche grato a Rose del recupero di Herrmann, io ho combattuto per anni per lui e ora è tornato a essere un giocatore.

Che prospettiva ha invece Marcus Thuram? Come lo vedi in futuro?

Marcus Thuram fa impressione, sembra un giocatore di football americano, di potenza e corsa, che occupa lo spazio. Ma con quella potenza lì non si ferma mai e ha una grande tecnica. Al Gladbach sono dei geni, vanno sempre a pescare giocatori in mercati che nessuno conosce e da loro diventano dei buonissimi calciatori. Anche Thorgan Hazard non lo voleva nessuno, adesso è al Dortmund. Il direttore sportivo Max Eberl è veramente bravo, niente da dire. Sono anni che porta la squadra nella parte alta della classifica.

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