12ª giornata – L’osservato speciale: Marcel Sabitzer

Sabitzer

Uno dei punti forti del Lipsia dall’approdo in Bundesliga nel 2016 è stata la continuità. Forse paradossale rispetto all’innovazione che ha sempre caratterizzato i Roten Bullen in tutto e per tutto, anche sul mercato, visto il quantitativo di talento acquistato nel corso degli anni. Rispetto alla formazione tipo della prima stagione nella massima categoria, nell’undici titolare di oggi ci sono elementi in comune: Gulacsi in porta, Halstenberg da terzino sinistro, Orban al centro della difesa, Diego Demme in mediana (anche se ora è alternato con Kampl), Poulsen e Werner in attacco, Forsberg a creare gioco. E soprattutto Marcel Sabitzer, il giocatore che tra questi 8 ha subito un’evoluzione maggiore.

L’austriaco è uno dei giocatori da più tempo nel club ed è stato protagonista anche della stagione di Zweite Liga 2015/16, una delle più difficili per il club, che si è trovato ad affrontare l’odio di tante realtà che non vedevano di buon occhio la crescita della squadra a proprietà Red Bull. Sabitzer, di questa, è sempre stato uno dei leader e trascinatori. Il cartellino appartiene al Lipsia dal 2014, quando lo acquistò dal Rapid Vienna, salvo rigirarlo in prestito ai ‘cugini’ del Salisburgo. Una mossa che non trovò particolari consensi, anzi: si prese insulti da quasi tutta l’Austria, ma la mossa fu vincente per la sua carriera, visto che confezionò una stagione al limite dell’assurdo con 27 goal e 21 assist, la migliore per lui a livello. statistico.

Su Sabitzer è sempre stata forte l’influenza del padre, ex calciatore che è sempre rimasto in Austria a giocare. Lui lo ha portato dall’Austria Vienna all’Admira Wacker nel 2009. Un anno dopo, ad appena 16 anni, esordiva tra i professionisti e iniziava la scalata, prima di prendere il volo a Lipsia. Tra l’altro Marcel non gradiva particolarmente la destinazione e non l’aveva nascosto: l’idea di giocare in Zweite non lo ispirava particolarmente. Alla fine si è convinto, anche grazie all’uomo-Lipsia per eccellenza Ralf Rangnick. Grazie al quale è diventato un vero top player.

Come detto all’inizio, al netto dei problemi fisici, Sabitzer è stato uno dei più continui negli scorsi tre anni. Hasenhüttl ne ha valorizzato il talento offensivo sull’ala destra del suo 4-2-2-2 per i suoi due anni, fino ad arrivare a fargli vincere anche il premio di giocatore austriaco dell’anno, dopo 6 anni di successi per David Alaba.

Rangnick rispetto al suo predecessore lo ha portato più verso il centro del campo, lo ha fatto entrare ancora più nel vivo del gioco anche in fase di palleggio, non soltanto quando si trattava di correre in contropiede. Da ala, lo ha fatto evolvere anche in un creatore di gioco. In un certo senso lo ha completato, migliorandogli la fase di non possesso, prima che Nagelsmann lo riportasse più avanti, come ha spiegato lo stesso giocatore: “L’anno scorso giocavo più lontano dalla porta, quest’anno invece sono più coinvolto nel gioco offensivo”.

Non è un caso che proprio da quando ha lavorato nuovamente con Rangnick (lo aveva già allenato nella stagione 2015/16 in Zweite) anche in Nazionale abbia trovato centralità: nelle 10 partite di qualificazione a Euro 2020 ha giocato sempre da titolare e per 9 volte è stato in campo 90 minuti. Tra problemi fisici e scelte, mai era stato così importante e continuo. Qualificazione ovviamente centrata, anche grazie ai suoi 2 goal e ai 5 assist.

L’ultimo step lo ha fatto con Julian Nagelsmann, che lo ha reso ancora più decisivo nell’economia di gioco del suo Lipsia, un giocatore a cui dare la palla quando scotta, perché ha sempre il colpo in canna per risolvere una situazione. Chiedere allo Zenit, sua vittima di un goal incredibile in Champions League, decisivo per il 2-1 finale del match.

La stima degli allenatori non è mai mancata, visto che al netto degli infortuni non è mai uscito dalla formazione titolare con nessun tecnico. Su 161 presenze, per 149 volte è stato titolare, e soltanto una volta ha passato tutta la partita in panchina essendo a disposizione: all’ultima giornata della scorsa stagione, partita inutile ai fini della classifica. “Il mio obiettivo è rimanere sano. Voglio giocare sempre, se possibile ogni partita” ha dichiarato al sito ufficiale della Bundesliga.

Anche quest’anno le cose non sono cambiate, tra club e nazionale Sabitzer è il giocatore con più minuti passati in campo nelle prime 17 partite stagionali del Lipsia. Ha anche iniziato col botto: 3 assist in una sola partita contro l’Union Berlino, alla prima giornata di Bundesliga. In totale siamo già a quota 9 goal e 6 assist, con oltre 2 passaggi chiave a partita e oltre 2 tiri a partita. E siamo soltanto a novembre: “Volevo essere più pericoloso sotto porta e per ora ci sto riuscendo, devo continuare a spingere”. La prossima vittima può essere il Colonia, ospite alla Red Bull Arena nella 12ª giornata di campionato. L’austriaco, di certo, non ha intenzione di fermarsi.

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