Monaco 1860, nei meandri della 3. Liga

Monaco 1860

‘Im Krebsgang’, con il passo del gambero. Se fosse un libro la storia recente del Monaco 1860 avrebbe il titolo del capolavoro di Günter Grass. Un cammino all’indietro, quello dei Leoni, attualmente in 3. Liga, la terza divisione che è cominciato nel 1970. In quell’anno i Löwen sono retrocessi in Regionalliga, dopo aver chiuso forse il miglior ciclo della sua storia.

Nel 1963 i biancocelesti, a differenza dei “cugini” del Bayern, infatti erano stati tra i fondatori della Bundesliga e tre anni dopo quel campionato l’avevano vinto, con il guru austriaco Max Merkel in panchina e in campo con giocatori come Rudolf Brunnenmeier e Timo Konietzka, quest’ultimo autore in maglia Dortmund del primo gol della storia della Bundesliga. In più i Leoni avevano vinto nel ’64 una Coppa di Germania e nella stagione seguente avevano raggiunto la finale di Coppa delle Coppe, persa contro il West Ham di Geoff Hurst e Bobby Moore futuri eroi del Mondiale 1966.

La retrocessione del 1970 però cambia tutto: da club di vertice i Löwen, che si erano trasferiti dallo storico Grünwalder Stadion al nuovissimo Olympiastadion si trasformano in una squadra, che complice anche le sempre precarie situazioni finanziarie, galleggiava tra la seconda e la terza serie, con qualche puntata sporadica, come nel 1976, in Bundesliga. Stagioni anonime, con pochi lampi, come il quarto posto in 2.Bundesliga del 1982, trascinati dai gol di un giovane attaccante di Hanau, Rudi Völler. Solo nel 1994 i Löwen tornano nel massimo campionato tedesco. E non sarà un passaggio, come nel 1976.

Per dieci anni quella che ormai è diventata ‘l’altra’ squadra di Monaco se la gioca nel massimo campionato, potendo schierare anche campioni come Abedì Pelé, Davor Suker e Thomas Häßler. Nel 2000 addirittura i biancocelesti agguantano la qualificazione in Champions League con un quarto posto che porta la firma soprattutto di Martin Max, capocannoniere di quella stagione. Alla fase a gironi però i bavaresi non arriveranno mai, perdendo nell’ultimo turno preliminare con il Leeds. Nei successivi anni i tedeschi torneranno in Europa, ma saranno percorsi brevi ed esperienze dimenticabili, come quelle che il club vive nella massima serie.

Nel 2004 la retrocessione in 2.Bundesliga. I bavaresi non risaliranno più, sopravvivendo in seconda serie tra annate alterne, costellate dai problemi, in campo e fuori e con pochi sussulti come nel 2008 quando i Sechzger raggiungono i quarti di finale di Coppa di Germania, battuti solo ai supplementari dai “cugini” del Bayern. Una svolta, almeno finanziaria, sembra poter arrivare nella stagione 2010/11, quando il 49% delle azioni del club sono acquisite dall’investitore giordano Hasan Ismaik. Ma il peggio deve ancora venire, anche perché sul campo il Monaco 1860 vacilla pericolosamente. Nel 2015 il club si salva dalla 3.Liga solo nel recupero dello spareggio con l’Holstein Kiel grazie alla rete di Kai Bülow, mentre nel 2016 la retrocessione viene evitata a due giornate dalla fine.

Nel 2017 però accade quello che molti tifosi dei Sechzger speravano non rivedere. Il Monaco 1860 dopo 24 anni scende più in basso della seconda serie, perdendo lo spareggio contro lo Jahn Regensburg di Heiko Herrlich, con gli ultimi minuti del play out retrocessione giocato all’Allianz Arena funestato dalle intemperanze dei tifosi biancocelesti. Una retrocessione sul campo, a cui se ne aggiunge un’altra decretata dalle istituzioni calcistiche: il club infatti non ottiene la licenza per la 3.Liga (permettendo al Paderborn di salvarsi e iniziare la sua risalita) e deve ripartire dalla Regionalliga Bayern, la quarta serie.

Con in panchina (fino all’autunno 2019) la bandiera Bierofka, l’uomo che aveva salvato la squadra nel 2016 e con in campo tra gli altri Sascha Mölders, i biancocelesti ricominciano da Memmingen, in Algovia, con quasi 5mila tifosi al seguito una cavalcata che li riporterà dopo una stagione lunghissima in 3.Liga, lì dove sono ora e da dove sperano di risalire. Intanto il club, soprattutto per i costi eccessivi dell’Allianz Arena è tornato Grünwalder Stadion, lì dove è nato il mito dei “Leoni”. E dove domenica 24 si giocherà il derby contro il Bayern II.

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