Abraham & co: quando la squalifica in Bundes è record

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Sette settimane di stop. Tante la DFB ne ha comminate a David Abraham, difensore dell’Eintracht Francoforte per aver atterrato l’allenatore del Friburgo Christian Streich. L’argentino, colonna delle Aquile, non è però il calciatore che nella storia della Bundesliga è stato fermato per più tempo. Il primato lo detiene il georgiano Levan Kobiashvili, ora presidente della Federazione locale, da giocatore una vita in Bundesliga con 351 presenze (tra gli stranieri meglio di lui solo Naldo e Pizarro), con le maglie di Friburgo, Schalke 04 ed Hertha Berlino. In confronto, Abraham e la sua squalifica sono nulla.

E nel 2012, proprio mentre vestiva la maglia della Alte Dame si è reso protagonista di un episodio che gli è valso sette mesi e mezzo di squalifica. È il 15 maggio e si gioca a Düsseldorf la gara di ritorno dello spareggio tra i biancoblù e il Fortuna. È un match tiratissimo, terminato 2-2 dopo varie interruzioni, a causa delle intemperanze di entrambe le tifosi, tra invasioni e petardi. Al fischio finale l’episodio chiave. Alcuni giocatori dell’Hertha guidati a Kobiashvili, definito da Otto Rehhagel il “calciatore più pacifico dalla Seconda Guerra Mondiale” si dirigono verso lo spogliatoio dell’arbitro Wolfgang Stark.

Secondo la versione del fischietto il georgiano, arrabbiato perché il direttore di gara ha fatto terminare la gara con 30 secondi di anticipo, l’avrebbe colpito con un pugno alla nuca, mentre i suoi compagni dell’Hertha hanno pesantemente insultato lui e la terna per lo stesso motivo. Qualche settimana dopo, il 4 giugno, il caso va davanti agli organi della DFB. La richiesta iniziale è la squalifica di un anno, il tribunale federale infligge al georgiano uno stop di sette mesi e mezzo, dal 16 maggio al 31 dicembre 2012. Accetto questo giudizio – commenterà Kobiaschvili – affinché io possa continuare a giocare a calcio.

Prima di lui uno solo si era preso una squalifica così lunga. Era Friedhelm Konietzka, l’uomo che nel ’63 ha segnato la prima rete della storia della Bundesliga. L’attaccante, soprannominato “Timo” per la somiglianza con il generale sovietico Timoschenko, l’8 ottobre 1966 in un match tra il “suo” Monaco 1860 e il Borussia Dortmund, il club con cui aveva militato tra il ’58 e il ’65, va decisamente sopra le righe. In una partita nervosa, che nell’ultimo quarto d’ora assomiglia più a una corrida che un incontro di Bundesliga, Konietzka aggredisce l’arbitro, portandogli via anche il fischietto, dopo che il direttore di gara Max Spinnler ha convalidato un gol di Held, viziato da un fallo di mano e nonostante la segnalazione dell’assistente.

Timo viene espulso e dagli spalti del Grünwalder Stadion di Monaco piovono seggiolini. Come due settimane dopo fioccano i mesi di squalifica per l’attaccante: sono sei, nonostante Timo neghi la ricostruzione dei fatti. In Baviera giocherà solo un’altra mezza stagione, prima di emigrare in Svizzera, dove diventerà un allenatore di grido, portandosi dietro un record (di cui andare poco fieri) che durerà più di 40 anni. Insomma, Abraham e la sua squalifica non sono poi così esagerati, in fondo…

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