Attila, l’aquila simbolo dell’Eintracht e di Francoforte

Attila Eintracht aquila

Fin dal tredicesimo secolo, fin dai tempi di Federico II di Svevia, l’aquila reale è uno dei simboli di Francoforte. Prima come parte del suo sigillo e poi del suo araldo. “Die Adler” è anche il soprannome dell’Eintracht, la squadra più titolata della città. Che dalla stagione 2006/2007, non ha solo un’aquila nello stemma e sulla maglia, ma ne ha pure una di carne, pardon, di penne e ossa. 

Si chiama Attila, ha compiuto 15 anni ad aprile ed è la sua mascotte, l’unica del calcio tedesco, insieme a Hennes, il caprone domestico simbolo del Colonia (di cui vi abbiamo già raccontato), a essere un animale vero. In Assia, dalla Baviera dove è nato nel 2004, il volatile, che ha un 1,90 di apertura alare e pesa quasi quattro chili, ci è arrivato nel 2006. “È stato un caso – ha raccontato Norbert Nawitschka, il falconiere che si occupa della cura di Attila, al magazine online dei tifosi – Michael Feick, un collaboratore dell’Eintracht ora scomparso, è venuto da me dopo essere stato a uno spettacolo di volatili, quando Attila non aveva ancora un anno. Il club cercava un portafortuna. Prima l’abbiamo provato in incognito dei match casalinghi”.

Superato questo periodo di test Attila ha fatto il suo esordio il 29 aprile 2006 in occasione della finale di Coppa di Germania con il Bayern Monaco all’”Olympiastadion” di Berlino. 

In verità quell’incontro non è la prima volta in cui un’aquila vera e propria incrocia il percorso dei rossoneri. Nel 1993, quando l’Eintracht stava lottando per il titolo, l’allora tecnico Klaus Toppmöller portò nello spogliatoio della squadra quell’animale, motivando questa scelta con un’esortazione: “Dovete fare degli avversari quello che le aquile fanno con le loro prede”.

Le “Adler”, nel ’93 come nel 2006 non vinsero, ma Attila fin dalla sua prima apparizione è entrato nel cuore dei tifosi. Dal suo debutto il volatile non ha mai mancato una partita casalinga alla Commerzbank-Arena, anche se a differenza delle sue colleghe Olimpia della Lazio e Victoria del Benfica Attila non può volare dentro lo stadio, perché la legge tedesca di protezione degli animali lo vieta. Si accontenta di vedere il match insieme a Nawitschka, che al sito dell’Eintracht nel 2018, ha svelato un retroscena divertente. “Prima potevo venire allo stadio solo se mia moglie me lo permetteva – ha raccontato il falconiere – e ora posso andare a ogni incontro in casa”.

Ma Attila, volato a Berlino anche per un’altra finale, quella della Coppa di Germania 2018 e che nel suo tempo libero viene fatto volare nel giardino di Nawitschka a Gelnhausen, città non lontano da Darmstadt, sempre in Assia, oltre a portare fortuna al club rossonero, ha tanti altri appuntamenti, per esempio quelli con i ragazzi del settore giovanile o con i vecchi giocatori per il loro compleanno.

In più si è tolto anche la soddisfazione di essere più volte ospite in TV. Il meglio però rimangono le partite alla Commerzbank-Arena, dove tutti possono mancare, ma non l’aquila Attila.

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