Bayern, i 7 dissidenti: i giocatori anti Niko Kovac

Niko Kovac

Uli Hoeneß ha aperto il proverbiale vaso di Pandora. Il presidente del Bayern (almeno fino al 15 novembre) ha affermato che la separazione da Niko Kovac è stata spinta soprattutto da diversi giocatori nello spogliatoio. Hoeness era sempre stato considerato il primo sostenitore dell’ex allenatore dei bavaresi e anche dopo l’esonero ha preso le sue difese: “C’erano correnti nello spogliatoio che volevano un cambio di allenatore. La dirigenza ha reagito di conseguenza”. 

‘Sport Bild’ ha identificato una lista dei giocatori insoddisfatti e che avrebbero voluto la dipartita di Niko Kovac, poi ottenuta grazie alle dimissioni. A molti, in generale, non è andata giù la dichiarazione del croato sul ritmo della squadra. “Non puoi andare a 200 all’ora con una macchina che fa al massimo i 100”, aveva dichiarato. Più nel dettaglio, i dissidenti sarebbero stati 7.

Manuel Neuer – Il capitano è stato a lungo uno dei principali difensori di Kovac, ma si è lentamente allontanato da lui con il passare dei giorni, probabilmente spinto anche dal malcontento crescente nello spogliatoio.

Thomas Müller – Il caso più spinoso e meno nascosto, tanto da arrivare a parlare di addio a gennaio. Era considerato un ‘piano B’ da Kovac, che non l’aveva nascosto nemmeno pubblicamente. Nel simbolo del Bayern è emerso un sentimento di disrispetto.

Joshua Kimmich – Un altro dei simboli, ha criticato molto spesso le idee tattiche e il sistema poco strutturato del Bayern. Dopo il Klassiker ha dichiarato che “con Flick i giocatori avevano compiti chiari e sapevano cosa fare in campo”. Una frecciata nemmeno tanto velata.

Robert Lewandowski – I suoi goal non sono mai mancati, ma il polacco ha contestato molto il fatto che Niko Kovac non riuscisse a trarre il meglio da altri giocatori della rosa. Anche in estate il 9 del Bayern era stato critico con la dirigenza sul mercato.

Jérôme Boateng – Nell’estate 2018 doveva passare al PSG, ma la sua cessione è naufragata. Kovac gli aveva promesso che lo avrebbe considerato al pari degli altri come un potenziale titolare, ma nel pensiero del numero 17 così non è stato.

Thiago Alcántara – Kovac gli ha consegnato le chiavi del centrocampo facendolo spesso giocare anche da vertice basso. Recentemente però lo ha criticato per le prestazioni effettivamente sotto tono e lo ha lasciato in panchina contro il Tottenham dal 1’. La fiducia reciproca è crollata.

Javi Martínez – L’immagine della sua delusione per l’ennesima panchina il 5 ottobre contro l’Hoffenheim ha fatto il giro del mondo. L’ex Athletic non è stato soddisfatto delle eccessive esclusioni dalla formazione titolare in questa stagione.

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