11ª giornata – L’osservato speciale: Milot Rashica

Rashica

Milot Rashica è l’esempio di come con una buona materia prima e con un lavoro intelligente sui giovani i risultati si ottengano. È quanto fatto dal Werder Brema, in particolare grazie al lavoro dell’allenatore Florian Kohfeldt.

Nel mercato invernale del 2018 il Werder, da poco guidato dal giovane Kohfeldt, punta convinto sul ventunenne Rashica, che colpisce i dirigenti bianco-verdi per la rapidità, la capacità di inserimento e le indiscusse potenzialità. Arriva per sette milioni di euro dagli olandesi del Vitesse, dove in due anni e mezzo ha stupito l’Eredivise non tanto per il numero dei gol, 13 in 83 presenze, quanto per la capacità di mettersi al servizio della squadra con una personalità rara per la giovane età. A dimostrazione di questo aspetto impressiona il numero di assist, ben 20 nelle due stagioni e mezza, senza contare Coppa di Lega ed Europa League.

Inizialmente a Brema viene utilizzato per la maggior parte delle volte da subentrato, nel tentativo di farlo ambientare in un campionato più competitivo di quello olandese. Certo il passato del giocatore era già incoraggiante da questo punto di vista, infatti nonostante il passaggio dal Kosovo all’Eredivise a diciannove anni il rendimento era stato da subito positivo. Al Vitesse giocava da ala pura, mentre al Werder, al pari dei suoi compagni, ha più libertà di movimento per svariare.

È soprattutto nella seconda parte della stagione successiva, 2018/19, che pian piano diventa sempre più decisivo per il Werder, chiudendo il campionato con 9 gol e 3 assist. Anche in DFB Pokal è un crescendo, fino alla semifinale persa con il Bayern. Alla fine in Coppa saranno 3 gol e 1 assist in 4 partite.

Nella stagione in corso Rashica ha effettuato un ulteriore upgrade e se si analizzano i dati si comprende quanto la squadra di Brema non possa più fare a meno del talento kosovaro classe 1996. Escludendo le quattro partite saltate per l’infortunio muscolare subito a fine agosto, che l’hanno tenuto lontano dal terreno di gioco per circa un mese, nelle restanti sei partite di Bundesliga e due di DFB-Pokal Milot è entrato sempre nel tabellino, per un gol, per un assist o per entrambi, ad eccezione del pareggio interno con l’Hertha.

I numeri parlano chiaro. In Coppa: gol sia contro l’Atlas Delmenhorst al primo turno che contro l’Heidenheim al secondo. In Bundes: assist alla prima giornata contro il Fortuna, gol contro il Borussia Dortmund alla sesta (dopo le quattro partite saltate per infortunio), rigore decisivo nel recupero per il 2-2 finale a Francoforte alla settima, rete a Leverkusen alla nona e infine gol e assist nello sfortunato pareggio interno contro il Friburgo di sabato scorso. Insomma, a bocca asciutta Milot Rashica è rimasto soltanto nell’ottava giornata, appunto contro l’Hertha.

Il Werder Brema sta faticando in questo inizio di stagione, sia per gli infortuni sia a causa del vuoto lasciato da un leader qual era Max Kruse. Ma per il prosieguo della stagione Kohfeldt sa che potrà contare su un giovane che migliora stagione dopo stagione, partita dopo partita e che continuando così farà dimenticare, in campo e nei cuori dei tifosi, l’ex capitano. A partire dalla sfida conto il Gladbach, nell’11esima giornata: sta a lui provare a fermare la capolista. Sotto gli occhi delle big europee e del Milan, che secondo il ‘kicker’ lo segue con grande attenzione. Avendone ottime ragioni.

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