3 grandi vittorie del Dortmund in casa contro le italiane

Dortmund

Sarà una sfida all’ultimo sangue quella di questa sera, che vedrà contrapposte Borussia Dortmund ed Inter, alla ricerca di un posto agli ottavi di Champions League: dato virtualmente per assodato il primo posto del Barcellona, infatti, le squadre sono appaiate a quota 4 punti nel mezzo del girone F, e il risultato dello scontro diretto spezzerà probabilmente l’equilibrio in un senso o nell’altro.

All’andata, due settimane fa, a trionfare sono stati i nerazzurri, con il 2-0 firmato da Lautaro e Candreva in un San Siro letteralmente impazzito. I gialloneri sono ovviamente assetati di rivincita, ed hanno rodato il sistema con due vittorie negli ultimi 7 giorni: 2-1 in rimonta al Gladbach in DFB Pokal, rotondo 3-0 al Wolfsburg in Bundesliga. La sfida sarà sicuramente delle più difficili, ma non è da sottovalutare l’apporto del Signal Iduna Park (per tutti Westfalenstadion), casa della squadra di Favre. Grazie al “muro giallo”, la ripidissima curva senza seggiolini riservata ai tifosi di casa, il Dortmund ha spesso avuto una marcia in più nelle gare interne, soprattutto se si parla di competizioni europee. E, in passato, ne hanno fatto le spese anche diverse squadre italiane.

BVB-Atalanta, successo di rimonta

Sicuramente l’episodio più vivo negli occhi e nella memoria di tutti è quello risalente al febbraio 2018: la splendida Atalanta di Gasperini, che ha incantato nei gironi di Europa League vincendo addirittura 5-1 contro l’Everton a Goodison Park e qualificandosi davanti all’Olimpique Lione, prova a centrare l’impresa anche ai sedicesimi di finale. Il sorteggio di Nyon apparecchia una festa di calcio e di spettacolo, e mette i bergamaschi contro il Borussia Dortmund.

A stappare la gara di andata, in Germania, è André Schurrle (che proprio negli ultimi giorni ha ammesso di aver pensato ad un possibile ritiro in un futuro non remoto)  a concretizzare uno dei tanti attacchi portati alla porta di Berisha: alla mezz’ora, imbeccato da Piszczek, l’ex-nazionale tedesco controlla in maniera grezza, ma poi è rapidissimo a fulminare Berisha in allungo. Nella ripresa, la Dea ha però ben altro piglio, in particolare nella persona di Josip Ilicic, che prima manda al bar Toljan (attualmente in forza al Sassuolo) e piazza il mancino all’angolino dopo il cross di Spinazzola, mentre cinque minuti dopo arriva per primo sulla respinta corta di Bürki per mettere in rete il tap-in aereo.

All’ora di gioco, l’Atalanta – che schierava Gomez e il solito Cristante ad inserirsi davanti assieme allo sloveno – sta controllando la partita, avanti di un gol, al Signal Iduna Park. Le emozioni però non sono finite, e a rimettere le cose in pari ci pensa Batshuayi, punta del 4-2-3-1 di Stoger che vedeva anche Reus e Pulisic sulla trequarti. Splendido il tocco verticale di Götze, dai sedici metri il destro del belga non perdona. Si succedono i cambi, e l’Atalanta si fa viva dalle parti di Bürki, anche se un pareggio ricco di gol sarebbe bottino preziosissimo in vista del ritorno. A spezzare le speranze nerazzurre è però ancora Michy Batshuayi, in pieno recupero, toccando in rete da distanza ravvicinata dopo un disimpegno non perfetto di Caldara, col pallone di nuovo toccato da Götze. Quel 3-2 sarà fondamentale, dato l’1-1 maturato poi al ritorno, per il passaggio del turno.

Quattro goal al Milan

Tornando indietro nel tempo, però, i tifosi del Borussia Dortmund possono ancora sorridere guardando all’Italia. Lo scalpo, molto più prestigioso, stavolta è quello del Milan.

Siamo nella stagione 2001/02, e il Dortmund, allenato dalla leggenda Matthias Sammer, si appresta a vincere il suo ultimo campionato prima della crisi economica e di risultati che la porterà ad un passo dal fallimento (salvata proprio dall’avvento di diversi sponsor tra cui quello che rinomina lo stadio) nel 2005. Se in terra natìa le cose vanno lisce, anche sul palcoscenico continentale i gialloneri non sfigurano, approdando alle semifinali di Coppa UEFA dopo aver eliminato Lille e Slovan Liberec. Di fronte c’è il primo Milan di Carlo Ancelotti, fase embrionale di quello che dominerà la scena internazionale a cavallo tra il 2003 e il 2008. Al Westfalenstadion, però, non c’è storia sin dal primo minuto: i rossoneri, che si presentano con Pirlo dietro a Inzaghi e José Mari, finiscono sotto già al settimo minuto.

L’ingenuità è di Cosmin Contra che, all’interno di un’azione confusa in area, travolge di netto Marcio Amoroso, schierato assieme a Rosicky ed Ewerthon a supporto del gigante Koller. Il brasiliano trasforma dal dischetto il rigore che si è guadagnato e dà il via alla sua personalissima festa: dopo aver incantato i suoi tifosi con un doppio sombrero ai danni di Albertini e Gattuso, al minuto 34 ripete il copione. Stavolta la banfella gli serve, a seguito di un controllo fantascientifico, per liberarsi di Laursen ed infilare l’impotente Abbiati.

Solo cinque minuti, e Amoroso firma anche la tripletta, spingendo in rete di testa il traversone di Ewerthon dalla destra. Il resto della partita serve solo agli annali, con un Milan intontito che prova ad evitare la figuraccia, ma appena dopo l’ora di gioco c’è spazio anche per la gioia di Jorg Heinrich: ancora Amoroso a spezzare in due il campo, ma stavolta dalla linea di fondo arriva l’assist per il compagno che timbra il 4-0.  Al ritorno a San Siro i rossoneri sfioreranno l’impresa, ma il 3-1 qualifica i tedeschi, che poi perderanno una cocente finale al cospetto del Feyenoord.

Dortmund-Lazio, un altro grande successo

L’ultimo ricordo doloroso per le compagini italiane in quel di Dortmund risale invece al marzo 1995: i tifosi della Lazio si presentano nella Ruhr, onorando il gemellaggio proprio con la curva del Borussia, in occasione della gara di ritorno dei quarti di finale di Coppa UEFA. All’Olimpico di Roma era stato un autogol di Freund a far trionfare la squadra di Zeman per 1-0, ma al Westfalenstadion il Borussia Dortmund di Hitzfeld non perde da diciannove gare consecutive. Diventeranno ben presto venti, perché una Lazio nervosa cede subito il controllo della gara agli avversari, che ne approfittano: all’undicesimo minuto Marchegiani combina la frittata, non bloccando un siluro dello svizzero Chapuisat e travolgendo Riedle nel tentativo di evitare il tap-in. Rigore, trasformato dallo stesso Chapuisat, che vale la parità nel conteggio totale della doppia sfida.

La gara, tuttavia, è per nulla spettacolare e, soprattutto nella seconda frazione, anche piuttosto nervosa. Ne fa le spese Chamot, espulso agli sgoccioli del secondo tempo, ma soprattutto ne fa le spese una Lazio che forse sentiva di avere già in mano i supplementari: per il gol allo scadere i protagonisti sono gli stessi del primo, ma è Riedle, bravissimo ad anticipare tutti, a spingere dentro di testa la punizione di Chapuisat che qualifica i suoi alle semifinali.

Insomma, Antonio Conte e i suoi ragazzi partono avvisati: in passato altre squadre del nostro campionato hanno ceduto davanti alla pressione di uno stadio enorme (oltre 80.000 posti) e soprattutto molto rumoroso, in cui il Borussia Dortmund sembra riuscire a trovare sempre risorse extra. La stagione giallonera è stata fin qui piuttosto altalenante, con la panchina di Favre spesso messa in discussione, ma un ambiente unito e coeso potrebbe riuscire a mettere lo sgambetto all’Inter nella corsa alla qualificazione per gli ottavi di finale.

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