Gonçalo Paciencia si è preso l’Eintracht a suon di goal

Paciencia

Far dimenticare Ante Rebic, Seb Haller e Luka Jovic sembrava una missione quasi impossibile. Con i loro goal avevano fatto grande l’Eintracht Francoforte anche in Europa e la loro eredità sembrava essere troppo pesante per essere gestita, specie in una squadra di media classifica come quello della città sul Meno. Invece il Ds Fredi Bobic e la dirigenza sono riusciti nell’ennesimo capolavoro, sul quale c’è forte anche la mano di Adi Hütter: non solo trovare due eredi ‘pronti’ sul mercato come Bas Dost e André Silva, di cui vi avevamo già parlato alcune settimane fa, ma riuscire a rendere quella che era la riserva del trio dell’anno scorso il nuovo punto fermo. Così Gonçalo Paciencia, mettendoci ovviamente anche molto del suo, si è preso l’Eintracht con i goal.

Il portoghese classe 1994 è arrivato lo scorso anno dal Porto, soltanto per 3 milioni di euro. Una cifra modesta per un giocatore che in carriera non aveva mai fatto veri e propri exploit. Mai oltre i 10 goal in stagione, nell’annata 2017/18 giocata fino a gennaio con il Vitoria Setubal e nella seconda parte con i Dragoēs, dove è cresciuto e dove ha esordito da professionista. Il punto più alto della sua carriera è stato nell’estate 2016 a Rio de Janeiro, da titolare del Portogallo alle Olimpiadi: 3 goal in 4 partite, di cui uno all’Argentina.

Con la maglia della nazionale ha completato tutta la trafila, arrivando anche all’esordio in un’amichevole contro gli Stati Uniti. Quella rimane l’unica convocazione della sua carriera. Anche se, a giudicare dal passo preso in questa stagione, presto ne potrebbe arrivare un’altra. Con vista sull’Europeo 2020.

All’Eintracht Paciencia ha infatti trovato la sua dimensione ideale. Dopo un inizio difficile è cresciuto esponenzialmente – anche lui, come i suoi predecessori – sotto la cura di Adi Hütter, l’allenatore che tutti gli attaccanti sognano di avere. In realtà il suo inizio era anche stato soddisfacente a livello personale, segnando all’esordio contro l’Ulm dopo 7 minuti in DFB-Pokal. Peccato che fosse il goal del 2-1, inutile per salvare le ‘Adler’ dall’eliminazione al primo turno contro un club di Regionalliga.

Dopo quel goal sono subentrati i problemi al menisco, che lo hanno di fatto tenuto fuori per tutta la prima parte di stagione. Al rientro Hütter lo ha spesso utilizzato come ‘ariete’ nei momenti difficili, schierandolo titolare soltanto per 4 volte in 18 presenze. Il ruolo tutto sommato lo ha interpretato bene: contro l’Hoffenheim ha segnato la rete del 3-2 nel recupero di testa, poi sempre di testa ha segnato al Benfica il goal del 4-2 nella sconfitta al Da Luz, stadio dei suoi ex rivali. Due goal comunque non banali: il primo, nel computo finale, è stato decisivo per salire al settimo posto in classifica a fine anno; il secondo ha permesso la rimonta per 2-0 al ritorno.

Con la partenza di Rebic, Jovic e Haller e i contestuali arrivi di André Silva, Dost e Joveljic, più il rientro di Kamada dal prestito, il suo presente sembrava ancora essere quello di riserva. Invece è il più intoccabile di tutti: è l’unico ad aver giocato tutte le 17 partite stagionali fin qui disputate dalle Adler – per 11 volte è anche partito da titolare. I goal sono arrivati di conseguenza: dai 5 della scorsa stagione, in 461 minuti, Paciencia è già arrivato a quota 8 goal, in 1057 minuti. La media goal complessiva è di un goal ogni 117 minuti da quando è a Francoforte.

Le statistiche lo supportano, ma a dare soprattutto fiducia sono le prestazioni del numero 39. Rispetto all’anno scorso è migliorato molto nel gioco palla a terra e nel dialogo coi compagni, riesce a trattare meglio il pallone e sembra decisamente meno goffo di quanto apparisse lo scorso anno. Ha aggiunto tecnica alla fisicità, oltre a un senso di fiducia che si rispecchia nelle giocate: contro il Leverkusen ha provato un assist di tacco per Dost che solo un fuorigioco millimetrico gli ha tolto.

Nonostante la forte concorrenza, Paciencia è pienamente coinvolto nel progetto Eintracht 2.0 di Hütter, non più come una riserva ma come protagonista. Un ruolo che si è meritato a suon di goal e che ora non vuole lasciare. Anche se farlo convivere con Dost e André Silva è sulla carta impossibile a livello di caratteristiche, il suo spazio non sarà in discussione. Anzi: al momento sono gli altri che devono chiedere spazio a lui. Perché Gonçalo Paciencia è una certezza di questo Eintracht.

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