Capitan Reus e la mentalità del suo Dortmund

Reus Dortmund

Il minuto 58 dell’ottava giornata della Bundesliga potrebbe essere ricordato come un momento di svolta nella stagione 2019/2020. Al Westfalenstadion si gioca il Borussen derby tra il Dortmund, un po’ in crisi e leggermente staccato in classifica, e il Mönchengladbach capolista. Il primo tempo è equilibrato, con occasioni da una parte e dall’altra: Bürki salva miracolosamente su Lainer e compie due uscite decisive su Embolo, Sommer devìa alla grande sulla traversa un colpo di testa di Hummels e viene graziato dall’intervento del Var per un millimetrico fuorigioco di Reus, quando con una papera aveva permesso al suo ex compagno Thorgan Hazard di segnare il primo gol in giallo-nero. Quando inizia il secondo tempo diventa chiaro che in questo equilibrio potrà prevalere chi avrà più fame, cioè chi metterà in campo la mentalità vincente.

E qui bisogna tornare indietro di qualche settimana. Dopo il doppio 2-2 subito in rimonta prima a Francoforte e poi nella sfida casalinga contro il Werder Brema, il capitano Marco Reus come succede spesso ci mette la faccia, polemizzando in modo colorito con i giornalisti alla domanda sulla mancanza di mentalità del BVB, vista come la grande differenza rispetto al Bayern Monaco negli ultimi anni. “Siate seri, perché mi state facendo saltare i nervi. Cosa c’entra la mentalità con l’autogol che abbiamo subito? È vero abbiamo difeso male, ma non cominciate con le vostre stronzate sulla mentalità. Ogni settimana è sempre la solita merda. Non so come sia potuto succedere di subire gol da una rimessa laterale, ma vi prego basta con queste cose!”. La partita successiva, a Friburgo, il Borussia Dortmund pareggia di nuovo 2-2, ancora subendo una rimonta, di nuovo con un autogol nel finale.

Torniamo quindi al secondo tempo del Borussen derby (che Reus ha giocato febbricitante) e al minuto 58: Julian Brandt prende palla a destra poco dopo il centrocampo e passa in profondità verso il centro. Velo di Witsel, controllo di Hazard e assist per l’inserimento di Reus; il passaggio per un attimo sembra lungo, ma il capitano anticipa l’uscita di Sommer e porta in vantaggio il BVB. Ennesimo gol da ex, il settimo, oltre a cinque assist, nelle ultime otto contro il suo vecchio club.

Non è un caso che il gol che decide la partita e che può essere l’inizio di una nuova storia sia suo. Oggi per i giallo-neri contava solo vincere, a maggior ragione visti i risultati del pomeriggio e i tre pareggi consecutivi; per il capitano valeva ancora di più, sia perché grazie a questa rete raggiunge due mostri sacri come Klose e Matthäus al trentesimo posto dei marcatori all-time della Bundesliga, ma soprattutto per dimostrare di avere ragione, che la mentalità c’è e che le ultime partite sono state un caso, frutto certo di leggerezze, ma anche di sfortuna.

Ora la squadra di Favre è a un solo punto dalla vetta della classifica e i prossimi tre match in Bundes contro Schalke, Wolfsburg e Bayern saranno il vero test: davvero la mancanza di mentalità non è un problema per il Dortmund? E davvero il gol di Reus sarà la svolta? Riuscirà l’attaccante classe ‘89 a essere sempre più trascinatore per vincere così il suo primo Meisterschale? Da sabato prossimo al 9 novembre (giorno del Klassiker) si avranno tante risposte sulla forza mentale del BVB e sulle ragioni di Woodyinho.

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