I soprannomi delle squadre tedesche, parte 3 – 3. Liga: zebre, diavoli e ragazzini

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Nella terza serie del calcio tedesco ci sono club con storie tanto diverse quanto affascinanti: nobili “decadute”, come il Kaiserslautern, piccole realtà come il Sonnenhof Großaspach e tante squadre della ex Germania Est, come FSV Zwickau e Carl Zeiss Jena. Dopo aver scoperto quelli della Bundesliga e quelli della Zweite, oggi scopriamo quali sono e come sono nati i soprannomi delle squadre di 3. Liga.

I Leoni della 3.Liga – Monaco 1860 e Eintracht Braunschweig hanno vinto una Bundesliga a testa negli Anni Sessanta. I due club, scivolati in 3.Liga negli ultimi anni (i bavaresi rischiando pure di scomparire) hanno anche un’altra cosa in comune: il simbolo. È il leone che appare anche nello stemma delle due città.

Le Zebre di Germania – Il Duisburg è un club storico del calcio tedesco, tanto da arrivare al secondo posto nella prima edizione del campionato tedesco a girone unico, nel 1963. I calciatori della squadra del Nordrhein-Westfalen sono per tutti le “Zebre”, visto che la loro divisa è a strisce orizzontali biancoblu, come l’animale africano.

I “Red Devils” di Kaiserslautern – L’unico club capace di vincere un Meisterschale da neopromosso con Otto Rehhagel in panchina (1998) ha rischiato di sparire nell’estate 2019, a causa delle difficoltà finanziarie. Una squadra che ha come soprannome di “Rote Teufel”. Dove “Teufel”, diavolo era stato scelto negli anni Trenta  per l’entusiasmo “diabolico” per il gioco dell’undici locale e dove “Rote”, rosso, derivava dal fatto che nel secondo dopoguerra il Kaiserslautern cambiò i colori delle sue maglie, dal biancorosso “originario” al solo rosso. A spingere per questo mutamento anche la leggenda Fritz Walter, a cui è intitolato anche lo stadio del club, che durante il conflitto aveva giocato in una formazione chiamata Rote Jäger, i cacciatori rossi.

Una tana in Baviera – Ingolstadt è la “casa” dell’Audi, ma non solo. Qui ha sede il FCI che tra il 2015 e il 2017 ha disputato anche la massima serie. I calciatori biancorossoneri sono gli “Schanzer”, letteralmente “quelli che vengono dallo Schanze (la tana n.dr)”, così come fin dalla metà del Cinquecento viene chiamata la città bavarese.

I ragazzi di Waldhof – Uno dei quartieri operai di Mannheim ha un club che ha giocato per sette anni in Bundesliga (1983-1990) e che ha avuto tra le sue file stelle, come Sepp Herberger futuro ct del “Miracolo di Berna” e ottimi giocatori come il difensore della Juventus e della Nazionale Jürgen Kohler. I calciatori nerazzurri sono i “Waldhof-Buben”, i ragazzi di Waldhof, un soprannome che risale all’inizio degli Anni Quaranta quando la squadra del sud della Germania era ai vertici nazionali mettendo in campo una formazione di giovanissimi.

Tre cigni a Zwickau – Lì, dove si producevano fino al 1991 le mitiche Trabant, gioca il FSV Zwickau. I giocatori sono per tifosi e avversari i “Cigni”, perché il nome originale della città deriverebbe dalla parola latina “cygnea”. Secondo la leggenda infatti il centro della Sassonia sarebbe sorto vicino a un lago di cigni che avrebbe la capacità di ringiovanire chi vi si immerga.

Lenti e chimici – Come detto la 3.Liga è la casa di molti club della Germania Est, per esempio Carl Zeiss Jena e Hallescher FC. Il primo ha il suo nome legato all’industria di ottica che ai tempi della DDR era legata a doppio filo alla società della Turingia, il secondo ha come soprannome “Chemie”, proprio perché Chemie Halle è stata la denominazione del club prima della caduta del Muro di Berlino.

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