Germania-Argentina: il precedente “dimenticato”

Germania-Argentina

Germania-Argentina Matthäus contro Maradona, atto primo. Buenos Aires, Estadio Monumental, 24 marzo 1982. Nel sesto anniversario del golpe che ha portato al potere i generali Videla, Massera e Agosti, l’Argentina campione del mondo affronta la Germania Ovest. I tedeschi, allenati da Jupp Derwall, sono in tournée in Sudamerica e tre giorni prima hanno affrontato e perso contro il Brasile. 

Tra i migliori in campo contro i verdeoro al Maracanã un 21enne centrocampista del Borussia Mönchengladbach, che il ct aveva fatto esordire neanche due anni prima agli Europei vinti in Italia dopo averlo visto in Bundesliga. Si chiama Lothar Matthäus. A lui era stato affidato a Rio il compito di marcare (bene) Zico, a lui nell’amichevole di Buenos Aires è consegnato il più cristallino talento dell’Albiceleste, che ha solo cinque mesi in più di lui. È Diego Armando Maradona.

Il ct César Luis Menotti, che aveva criticato la Germania Ovest per il suo poco dinamismo contro il Brasile, era decisamente preoccupato di come l’undici campione d’Europa avrebbero potuto trattare il suo gioiello. Nel gennaio 1981 Derwall, in occasione del Mundialito a Montevideo, aveva affidato Maradona ad Hans-Peter Briegel e l’allora giocatore del Kaiserslautern con il fantasista aveva usato le maniere forti, tanto che Menotti aveva chiosato: “Avete messo un panzer contro un artista”. 

A differenza di quello di Briegel il nome dell’avversario di Maradona al Monumental il ct argentino non lo conosce. Matthäus farà in modo di farglielo rimanere in mente. Perché il ragazzo di Erlangen gioca una partita perfetta. È duro, ma non falloso, dinamico e tosto nei contrasti. Maradona ricama, incanta, ma non straripa mai. A metà primo tempo i tedeschi sono addirittura in vantaggio con un gol di Wolfgang Dremmler realizzato sugli sviluppi del corner per poi subire il pari di Gabriel Calderón, bravo a finalizzare una bella azione in velocità dell’Albiceleste.

L’1-1 sarà anche il risultato finale di quel Germania-Argentina, nonostante la superiorità degli uomini di Menotti. Come nel 1977, quando a Buenos Aires ma a “La Bombonera” i tedeschi avevano addirittura vinto 3-1, la Nationalmannschaft torna imbattuta dall’Argentina. 

Quell’amichevole primaverile però è soprattutto il primo capitolo di una grande rivalità sportiva: quella tra Maradona e Matthäus, che prima di quella sera al Monumental non si erano mai visti di persona. Si scontreranno in due finali mondiali (in Germania-Argentina di Messico ’86 il commissario tecnico Beckenbauer darà al tedesco proprio il compito di marcare proprio “El Diez”) ma anche in innumerevoli sfide in Serie A con le maglie di Inter e Napoli.

Diego, che tra le sue qualità ha quella di riconoscere sempre i meriti di chi l’ha affrontato con lealtà, nella sua biografia “Yo Soy El Diego” di Matthäus dirà: “è l’avversario più forte contro cui abbia mai giocato”. Una bella investitura, da parte di uno che di classe e talento ne aveva da vendere.

Un pensiero riguardo “Germania-Argentina: il precedente “dimenticato”

Rispondi