Neuer e Ter Stegen: cosa succede nella Germania?

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Cosa diavolo sta succedendo tra Neuer, Ter Stegen e la Germania? Fulmini e saette in casa Mannschaft. Non sembra conoscere pace il destino della nazionale: dopo il mondiale 2014, vinto dominando, e l’eliminazione in semifinale dall’europeo di due anni dopo, Löw e i suoi sono sprofondati. Fuori ai gironi dal mondiale di Russia, retrocessi (ma ripescati dopo la riforma) nella prima stagione assoluta di Nations League. Così, operando esclusioni importanti come quella di Mats Hummels, Joachim Löw sta provando ad aprire un nuovo, rinnovato ciclo. A rendergli il lavoro più complesso, però (oltre alle questioni tattiche di cui vi abbiamo parlato negli scorsi giorni), è arrivato un nuovo caso, scoppiato dopo la scorsa sosta per le nazionali. Due partite di qualificazione ad Euro 2020 in cui, come al solito, a difendere i pali tedeschi è stato Manuel Neuer.

La cosa, di fatto, non è andata giù a Marc-André Ter Stegen, secondo portiere, titolare da anni con la maglia del Barcellona. “Questo viaggio in nazionale è stato un duro colpo, non sono contento di non giocare è stato il suo commento stizzito. Ter Stegen dunque ha voluto far sentire la sua voce, e avanzare personalmente la sua candidatura per un posto che sostanzialmente ha ricoperto solo e soltanto quando Neuer era indisponibile. Emblematico il caso dello scorso mondiale: a Russia 2018 Löw scelse comunque il nativo di Gelsenkirchen, nonostante fosse appena rientrato da un lungo infortunio al piede che lo aveva tenuto fuori per l’intera stagione.

Le dichiarazioni di Ter Stegen hanno aperto un varco che, giorno dopo giorno, si è allargato con uno strano effetto domino. I primi ad intervenire sono stati i social media manager del Borussia Mönchengladbach, sostenendo il loro ex portiere.

Neuer, poco dopo, ha risposto a tono, sottolineando come il compagno non abbia mai trattato la questione con lui in prima persona, aggiungendo che “queste cose non sono di aiuto alla squadra. Contro-stoccata di Ter Stegen, che ha trasformato il diverbio in una vera e propria discussione a distanza: “Non può parlare di concorrenza e pretendere che chi non gioca sia felice.

Parole roventi, ma la storia non finisce qui: l’asso di briscola lo ha tirato giù il sempre esuberante (e quasi mai pertinente) Uli Hoeness, agli sgoccioli della sua presidenza al Bayern: “Ter Stegen non merita di essere titolare e la DFB dovrebbe mettere le cose in chiaro”. Ma non solo, Hoeness ha anche, clamorosamente, minacciato di non mandare più giocatori del club bavarese in nazionale (in barba al regolamento FIFA a riguardo) e criticato direttamente lo stesso Löw per non aver preso posizione.

Tutto questo, convinto di non essere sentito, dopo la sfida del Bayern Monaco contro la Stella Rossa. Hoeness si è detto pentito tramite una breve nota sul sito del club (e l’intervento di Bierhoff a rappresentare la federazione), ma la frittata è stata fatta. E a criticarlo è stato anche uno dei suoi dipendenti, nonché colonna portante di entrambe le squadre, come Joshua Kimmich, che ha provato a calmare i toni:Ter Stegen non ha attaccato nessuno, non ha fatto nulla di male. Sono anni che si comporta in maniera corretta. Da quel che mi ricordo la DFB e Löw si sono schierati con Neuer anche in un momento difficile. Manuel è stato infortunato a lungo ma ai mondiali in Russia ha comunque giocato titolare. È evidente sia lui il numero 1”.

Insomma, la nazione è completamente divisa: da una parte o dall’altra. Ma, a conti fatti, la polemica ha senso di esistere? Il portiere del Barcellona ha dalla sua l’età (nato nel 1992, mentre l’altro è un classe 1986), ma non paga in termini di esperienza internazionale a Neuer. Nonostante la bacheca di quest’ultimo sia sicuramente più completa, arricchita dai 7 campionati tedeschi, dalla Champions League e dalla storica coppa del mondo 2014, Ter Stegen può rispondere a tono: anche lui ha sollevato una Champions League, assieme a 4 campionati di Liga conquistati nelle 121 presenze (51 clean sheets) nel massimo campionato spagnolo, che si aggiungono alle 108 (36 terminate a rete bianca) in Bundes. Neuer dal canto suo vanta 377 caps nella massima serie, tra Schalke e Bayern, con ben 101 presenze (e 39 clean sheet) in Champions League.

Al di là dei numeri, l’idea comune è che il livello dei due portieri sia molto simile: non a caso sono diventati già anni fa portieri titolari, e inamovibili, di due delle principali squadre europee, che ogni stagione lottano per i massimi obiettivi. Neuer ha sicuramente fatto scuola a tutti i giovani tedeschi, compreso il suo diretto concorrente, rivoluzionando il ruolo di portiere e mostrando qualità raramente viste nella storia del gioco. Ter Stegen, pur rimanendo forse un gradino sotto, ha mostrato una crescita continua ed esponenziale, che non si è ancora arrestata, toccando vette di atletismo e riflessi davvero notevoli.

Il valore assoluto tra Neuer e Ter Stegen sembra favorire il portiere del Bayern in questa particolarissima corsa a due, ma la carta d’identità non può essere ignorata: a 33 anni compiuti, e in seguito a diverse cocenti delusioni, forse il suo ciclo può dirsi concluso. Probabilmente Euro 2020 sarà ancora suo, ma con un sostituto del genere sarebbe molto coraggioso da parte di Joachim Löw non avvicendare i due in vista dei mondiali in Qatar del 2022. Anche se forse il problema può risolversi da solo, visto che Neuer sta valutando il ritiro dalla Mannschaft dopo l’Europeo. L’unico modo (forse) possibile per mettere fine a questa diatriba.

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