Adamyan e gli altri: i nuovi volti dell’Hoffenheim

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Dall’inferno al paradiso. Il sabato pomeriggio dell’Hoffenheim doveva essere uno dei più difficile della storia recente, Alfred Schreuder vedeva gli spettri di una possibile contestazione ed invece si è rivelato essere uno dei più dolci di sempre. La squadra di Sinsheim non aveva mai vinto all’Allianz Arena e in generale contro il Bayern aveva conquistato i tre punti solamente una volta, ma sabato il mondo si è capovolto. La squadra che aveva dominato a Londra contro il Tottenham si è sciolta come neve al sole, lasciando il campo a chi era disperatamente alla ricerca di una vittoria di spessore. Sono tre i protagonisti dell’upset del weekend: Robert Skov, Sargis Adamyan e Sebastian Rudy.

Di quest’ultimo avevamo parlato già nel precampionato e proprio contro i suoi ex compagni ha ritrovato i ritmi e le prestazioni di quattro anni fa. Il centrocampista classe 1990 è tornato ad essere il box to box di quattro anni fa svestendo i panni di regista ed equilibratore della squadra. Schreuder gli sta donando una nuova giovinezza e la possibilità di ritornare ad essere grande con la squadra che lo ha cresciuto e lanciato nel calcio tedesco, lui dal canto suo sta sfruttando la possibilità nel migliore dei modi. Decisamente più sorprendenti gli altri due protagonisti.

Robert Skov è arrivato quest’estate dal Copenaghen dopo un’operazione da dieci milioni di euro ed una stagione devastante a livello realizzativo. Doveva essere l’aggiunta decisiva nel reparto offensivo e idealmente avrebbe dovuto sostituire i gol di Joelinton, ma alla prova dei fatti la sua dimensione è un’altra. Dopo un avvio non soddisfacente da trequartista, Schreuder lo ha voluto provare da esterno basso e la scelta sta pagando i suoi dividendi. Il danese si sta ben comportando nel nuovo ruolo dimostrandosi ordinato in fase difensiva e devastante in proiezione offensiva con la sua tecnica in grado di dare sempre superiorità numerica. Il suo apporto è decisivo anche nella rete dell’1-2 finale in cui ha servito l’assist ad Adamyan con un tempismo perfetto.

Proprio l’armeno è l’ultima chiave di volta. Dopo le 15 reti e 11 assist in Zweite Liga con lo Jahn Regensburg dello scorso anno, l’Hoffenheim ha deciso di dargli una possibilità. Le due apparizioni contro Wolfburg e Gladbach gli hanno fatto capire il livello, poi Schreuder lo ha lanciato da titolare nella partita più difficile dell’anno e Adamyan si è fatto trovare pronto. Una doppietta al debutto da titolare sarebbe il sogno di qualsiasi attaccante, realizzarlo all’Allianz Arena è davvero per pochi. A fine partita anche lui faticava a crederci, ma la sua partita non è fatta solamente di gol. L’armeno si è mosso su tutto il fronte offensivo venendo spesso incontro alla palla, in modo da garantire una veloce risalita del campo alla squadra, e duettando sugli esterni come in occasione del gol vittoria.

Loro tre sono i volti del nuovo Hoffenheim, dell’era post Nagelsmann, ed assieme a Schreuder proveranno a riconquistare l’Europa in un campionato più difficile che mai.

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