Mainz, la squadra più in difficoltà della Bundesliga

Mainz

Partiamo dalla fine. Si giocano alla Opel Arena gli ultimi minuti della sfida tra Mainz e Wolfsburg, con i lupi avanti per 1-0. La squadra di Schwarz attacca alla disperata ricerca del pareggio e costruisce due grandi occasioni: prima Maxim calcia da fuori e la palla deviata da Tisserand finisce sulla parte alta della traversa, poi intorno al novantesimo il portiere del Wolfsburg Pervan esce a vuoto, la porta è sguarnita, Szalai tira ma sulla linea c’è sempre Tisserand, peraltro autore del gol del vantaggio, a salvare in extremis. Pochi secondi dopo Sandro Schwarz diventa il primo allenatore ad essere espulso in Bundesliga per doppia ammonizione, furibondo con l’arbitro Felix Brych probabilmente più per frustrazione che per ragioni tecniche.

Questi pochi minuti racchiudono bene il momento del Mainz, relegato al penultimo posto insieme al Colonia, con la sfortuna che non molla la presa e un nervosismo che affiora evidente. Seconda peggior difesa dopo il Paderborn – sedici gol subiti di cui sei dal Bayern – e secondo peggior attacco dopo il Colonia, con cinque le reti realizzate. I numeri non sono incoraggianti, così come le cinque sconfitte in sei partite, inframmezzate solo dalla vittoria casalinga nel finale contro l’Hertha. 

In questo pessimo inizio di Bundesliga certamente hanno inciso gli infortuni, non tanto per la quantità quanto per l’importanza e il ruolo dei giocatori coinvolti. L’attacco è stato il più colpito, con le assenze per gravi infortuni prima del neoacquisto Dong Won Ji, preso per sostituire Antony Ujah come vice JP Mateta, poi dello stesso francese classe 1997, vero trascinatore lo scorso anno con 14 gol e 3 assist. La società ha provato a correre ai ripari prima prendendo in prestito dal Liverpool il giovane nigeriano Taiwo Awoniyi, poi acquistando a titolo gratuito dall’Hoffenheim Adam Szalai, trentunenne già al Mainz dal 2010 al 2013. Nessuno dei due al momento ha avuto l’impatto sperato. Gli altri due attaccanti non hanno fatto male: Quaison ha segnato due reti e Onisiwo una, bellissima anche se inutile, a Gelsenkirchen. Si tratta di buone seconde punte, ma non certo di bomber di razza.

Il centrocampo ha patito più del previsto la partenza di Gbamin verso la Premier; l’ex Fiorentina Edimilson Fernandes, acquistato dal West Ham, ha caratteristiche più da centrale nel centrocampo a tre di Schwarz, in sostanza caratteristiche simili a Pierre Kunde. Rispetto allo scorso anno mancano quindi finora i gol di una prima punta e gli inserimenti delle due mezze ali del centrocampo, visto anche l’infortunio nelle ultime giornate del capitano Danny Latza. 

A maggior ragione in questa situazione una parte della critica si chiede il motivo del continuo mancato utilizzo di Levin Öztunali, ventitreenne reduce da un buon Europeo Under 21 in estate. Öztunali può ricoprire sia il ruolo di mezz’ala di destra sia eventualmente di esterno d’attacco, dando un’alternativa al 4-3-1-2 per passare ad un 4-3-2-1 che potrebbe forse dare maggior qualità e imprevedibilità, con una sola punta e Boetius e appunto Öztunali alle spalle.

La prossime due partite, prima alla Benteler Arena di Paderborn e poi alla Merkur Spiel Arena di Düsseldorf potrebbero essere già decisive per l’allenatore, soprattutto in caso di risultato negativo. Sandro Schwarz si identifica totalmente con il mondo Mainz, essendoci nato e poi cresciuto sia da giocatore che da coach e da quando allena la prima squadra (dal 2017) non è mai stato in discussione. 

Negli ultimi anni la panchina della squadra della Renania ha portato fortuna, prima a Klopp e poi a Tuchel: tifosi, società e soprattutto lo stesso Schwarz sperano che la tradizione continui, per la carriera del mister classe ’79 ma soprattutto per poter vivere l’ennesima stagione positiva del club. Cosa che, al momento è lontana dall’essere.

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