Marcus Thuram, il figlio di Lilian già leader al Gladbach

Marcus Thuram

Il suo arrivo in estate ha avuto risonanza mediatica a livello mondiale. Sì, il talento c’entra e non manca, ma è soprattutto il cognome a pesare. Marcus Thuram è il figlio di Lilian, uno che tra gli anni ’90 e 2000 è stato uno dei migliori difensori al mondo, che ha deciso una semifinale mondiale con una doppietta. Insomma, di certo non uno qualsiasi. Il Borussia Mönchengladbach però non ha deciso di acquistare il suo erede, pagandolo circa 10 milioni di euro, per ciò che ha scritto dietro la maglia, bensì per quello che fa in campo. E gli ha anche affidato la maglia numero 10. Giusto per non creare aspettativa, si potrebbe ironicamente aggiungere.

In effetti, giudicando l’inizio di stagione, le molte chiacchiere estive intorno a lui sembrano averne condizionato un minimo il rendimento. Nonostante le caratteristiche perfette per giocare in Bundesliga l’ex Sochaux e Guingamp non è riuscito a imporsi da subito in campionato. Ha sì iniziato con un goal in DFB-Pokal, decisivo per battere il Sandhausen, poi 5 partite consecutive dal 1′ tra Bundes ed Europa League senza mai lasciare il segno. Anzi. In diverse situazioni ha fatto fatica a trovarsi a suo agio ed è sembrato anche piuttosto impacciato, non in grado di sfruttare la sua tecnica e nemmeno il fisico.

Nelle ultime due partite, contro Fortuna Düsseldorf e Hoffenheim, è esploso: doppietta decisiva entrando dalla panchina per trasformare lo 0-1 in 2-1 nel derby con l’F95, goal e assist contro la squadra di Schreuder. Un’esplosione improvvisa, ma sicuramente non inattesa. E che ha dato il via a una nuova moda per celebrare le vittorie a Mönchengladbach: utilizzando la maglietta con il numero 10 a mo’ di bandiera e piandandola a terra dopo ogni successo.

Aldilà delle nuove tendenze, ciò che ha portato Marcus Thuram al Gladbach è soprattutto freschezza a una squadra che cercava un nuovo punto di riferimento dopo la partenza di Thorgan Hazard, di qualità e soprattutto numeri. Il belga era un giocatore da “doppia doppia” per goal e assist, oltre che un risolutore. Tutte doti che appartengono al figlio di Lilian, il quale ha affinato anche l’intesa con i suoi compagni di reparto ed è ora perfettamente inserito nell’ambiente e nelle dinamiche dei ‘Fohlen‘.

Ha avuto la fortuna di arrivare in una squadra in evoluzione, sotto la gestione di un tecnico che adora giocare con attaccanti veloci e sempre in movimento, come Marco Rose. Un ruolo preciso Thuram non ce l’ha ancora: poteva essere un limite, non però con l’ex Salisburgo in panchina. Lui, Pléa ed Embolo (altro colpo estivo) hanno iniziato a cercarsi e trovarsi sempre più di frequente e continueranno a farlo, fino a diventare, magari, imprendibili e soprattutto poco leggibili per le difese avversarie, scambiandosi spesso di posizione. Portando il rapporto che i tre hanno fuori dal campo anche nei 90 minuti: “Se giochi coi tuoi amici riesci a trovarti meglio” ha dichiarato a Bundesliga.com.

Il suo ambientamento è appena iniziato, ma sembra che Marcus Thuram sia già al Gladbach da tempo. Invece è appena arrivato in Germania e ha ancora tutto il tempo per conquistare un campionato nuovo e una realtà che ha più attenzioni e più pressione rispetto al Guingamp. L’età e il talento sono dalla sua parte. Deve migliorare nei movimenti senza palla e nell’attacco alla profondità, ma la stagione è lunga. Il tempo per togliersi tante soddisfazioni, tra campionato ed Europa League, c’è ancora tutto.

Rispondi