Jonjoe Kenny, un inglese alla conquista dello Schalke

jonjoe kenny

Oramai, si sa, i social media managers sono parte integrante di ogni società calcistica, e spesso e volentieri si prendono il palcoscenico allo stesso livello (o quasi) di bomber ed istrionici allenatori. È proprio il caso di quello – quelli? – dello Schalke 04, che lo scorso giugno hanno richiamato una delle scene più celebri della sit-com animata South Park. Ed ecco che l’annuncio che segue le tragicomiche morti di Kenny (“Oh mio dio! Hanno ammazzato Kenny!”) diventa un “Oh mio Dio, hanno firmato Kenny!” per festeggiare, con tanto del classico cappotto con cappuccio arancione a coprire il viso, l’arrivo in rosa di un omonimo: Jonjoe Kenny.

Classe 1997, il terzino destro è approdato nella Ruhr dall’Everton, in prestito a titolo gratuito. Nonostante le sole venti presenze accumulate in Premier League nelle ultime tre stagioni, il piano del DS Jochen Schneider e del neo-allenatore Wagner è stato chiaro sin dall’inizio: Kenny sarebbe partito coi gradi di terzino titolare.

L’approccio alla Bundesliga è però stato ricco di difficoltà, che hanno fatto sembrare l’inglese abbastanza impacciato nel deludente 0-0 della prima giornata contro il Gladbach e nel sonoro 3-0 incassato dal Bayern una settimana dopo (la celebre partita dei rigori e della polemica social del club di Gelsenkirchen). Emblematica, difatti, è la scena che lo vede crollare addosso a Coman dopo essere stato saltato in area, provocando un rigore poi trasformato da Lewandowski.

Eppure, Kenny sembra aver già attraversato, in corrispondenza con la risalita della sua squadra, una mini-trasformazione: migliore in campo nonché primo marcatore stagionale (dopo due autogoal avversari) nel 3-0 di fine agosto contro l’Hertha, quando l’ex-Everton ha letteralmente arato la fascia, proponendosi spesso e volentieri in zona offensiva. Praticamente l’esatto opposto del calciatore visto nelle prime due uscite.

Da lì in poi, nelle successive due vittorie della squadra di Wagner, il palcoscenico se l’è preso Amine Harit, dominando letteralmente proprio sulla fascia opposta, ma Kenny ha comunque mostrato qualità interessanti: non solo un motorino capace di attaccare costantemente la profondità, ma anche un elemento utile quando c’è da fare superiorità sfruttando il possesso nella metà campo avversaria e la circolazione veloce del pallone.

Se un gol e due assist in 5 presenze di Bundes fanno sorridere Wagner, è chiaro che i margini di miglioramento esistono e si notano soprattutto nelle statistiche difensive: Jonjoe Kenny ha vinto “solo” il 42% dei contrasti (3 di media a partita), e spesso e volentieri si è fatto cogliere in imbucata da avversari più tecnici e rapidi. La sensazione è che però partita dopo partita l’inglese stia migliorando l’intesa coi compagni, amalgamando i suoi movimenti a quelli di una squadra che comunque, al di là delle tre vittorie consecutive, è ancora alla ricerca del perfetto equilibrio sotto la nuova guida tecnica. Il tecnico naturalizzato statunitense, dal canto suo, sembra disposto a concedergli qualche libertà ed a perdonare qualche errore di posizionamento in cambio di una spinta costante e feroce.

In ogni caso, le esperienze future potranno solo far maturare un ragazzo che, dopo aver popolato costantemente tutte le selezioni giovanili inglesi (16 presenze solo con l’U21), sembra aver trovato la sua dimensione ideale nel mondo del calcio tedesco. Nel frattempo, David Wagner se lo gode e spera di averlo a disposizione per tutta la stagione: si tratta sostanzialmente dell’unico terzino destro naturale nella rosa dei ‘Knappen’. Se il rendimento sarà quello delle ultime tre partite, in ogni caso, difficilmente qualcuno in rosa riuscirà a fare concorrenza a Jonjoe Kenny. Un inglese alla conquista di Gelsenkirchen.

Rispondi