Weghorst, il miglior ‘9’ umano in Bundesliga del 2019

wout weghorst

Quando si parla di attaccanti della Bundesliga, in particolare dei ‘numeri 9’, è ormai una prassi escludere dal discorso Robert Lewandowski per manifesta superiorità. Anche perché, quando alcuni lo definivano in calo, il polacco ha voluto spazzare i dubbi con 9 goal nelle prime 5 partite di Bundesliga 2019/20. Insomma, escludere il polacco dal discorso dei migliori nel ruolo sembra anche opportuno. Per cui possiamo dire che a Wout Weghorst spetta il premio di miglior ‘9’ della Bundesliga del 2019 tra gli umani.

L’attaccante olandese del Wolfsburg, classe 1992, è in realtà molto vicino al totem polacco a livello di numeri da gennaio ad oggi. Tra goal e assist nell’anno solare 2019 ha messo mano in 21 reti della sua squadra, soltanto 2 in meno del collega, che comanda (anche) questa classifica. Non è però una questione soltanto di numeri e di statistiche, perché racchiudere l’ex AZ Alkmaar all’interno di reti e passaggi decisivi sarebbe quasi come sminuire il suo lavoro a tutto tondo. Anche in fase di non possesso. Anche per far salire la squadra.

Sin dal suo arrivo in Bundesliga nell’estate scorsa, Weghorst è riuscito a ritagliarsi immediatamente il suo spazio da titolare. Bruno Labbadia nelle prime giornate lo ha affiancato a Daniel Ginczek in un attacco a due molto fisico, su cui c’erano grossi dubbi. A fugarli ci ha pensato proprio l’olandese, il quale da subito ha mostrato che le sue doti non sono soltanto dentro l’area di rigore. Certo, i goal che ha finora segnato con ‘Die Wölfe’ sono stati tutti realizzati negli ultimi 15 metri. Il suo lavoro però è soprattutto fuori dall’area o al limite.

Una delle soluzioni esplorate con più frequenza dal club della Sassonia è stata spesso e volentieri la palla lunga per la sponda del numero 9, che ha iniziato a giocare da unica punta dopo l’infortunio di Ginczek. I 197 centimetri di altezza facilitano il gioco spalle alla porta, ma il 27enne olandese è anche in grado di favorire l’inserimento senza palla dei compagni grazie all’ottima base tecnica e alle doti molto sottovalutate di passatore (10 assist in 43 partite da quando è in Germania). In più, il suo lavoro senza palla è prezioso anche in fase di non possesso: è sempre il primo a pressare gli avversari e schermarli. Non corre quasi mai a vuoto, legge prima la situazione.

Lo stesso fa, come pochi altri in Germania, quando si tratta di realizzare. A dispetto della stazza, Weghorst ha un ottimo dinamismo e soprattutto coordinazione. Ha buona velocità e un’ampia falcata che gli permettono di risalire il campo rapidamente, in più anche in area di rigore è spesso il primo ad arrivare sul pallone, facendo sempre la scelta giusta arrivando alle spalle della difesa. 

In gran parte delle situazioni in cui il gioco si sviluppa sulle fasce, Weghorst rimane sul lato debole del campo e va ad attaccare il secondo palo e il terzino avversario. Trovare un esterno difensivo che possa reggere il confronto fisico è complicato e per questo l’olandese risulta così efficace quando si tratta di ricevere cross dentro l’area. Ciò è anche possibile grazie ai compagni che si inseriscono dal centrocampo o dalla trequarti e fanno densità dentro l’area. Insomma, l’occupazione degli spazi del Wolfsburg è sempre e spesso vincente.

Il cambio in panchina avvenuto in estate ha cambiato il modo di giocare del Wolfsburg, ora più alla caccia di trame palla a terra come piace a Oliver Glasner. L’ex AZ ha comunque (inevitabilmente) mantenuto un ruolo centrale nel sistema. Per la sua crescita i consigli di Labbadia, uno che di goal in Bundesliga se ne intende (e fuggito da Wolfsburg per motivi molto curiosi), sono stati indubbiamente preziosi, ma ora per essere pronto al salto in un top club ha bisogno di abituarsi a un gioco più veloce anche con la palla tra i piedi.

Finora ha risposto molto bene, tanto per cambiare: ha segnato 6 goal e fornito 3 assist nelle ultime 6 gare di Bundesliga, riuscendo a essere sempre protagonista in almeno una rete a partita. Da segnalare, tra questi, anche l’assist di tacco contro l’Hoffenheim. L’ultimo a riuscirci era stato un certo Kevin De Bruyne nell’annata 2014/15. Un altro ennesimo segnale che dopo Dzeko, Mandzukic, Grafite e Dost, il Wolfsburg è riuscito a scoprire un altro numero ‘9’ di caratura potenzialmente mondiale: Wout Weghorst, il miglior ‘9’ tra gli umani di Bundesliga.

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