Il momento no dell’Hertha e il record negativo in Bundesliga

hertha Berlino

Dopo la quarta giornata di Bundesliga soltanto due squadre non hanno ancora vinto neanche una partita. Se non stupisce più di tanto che una delle due sia il Paderborn, oggettivamente la compagine meno attrezzata, discorso molto diverso vale per la seconda, l’Hertha.

La squadra di Berlino ha cominciato la stagione con un solo punto in quattro partite, cosa che non succedeva dal 1990/91 e precedentemente dal 1979/80. In entrambi i casi a fine anno die alte Dame retrocesse (i tifosi facciano tutti gli scongiuri del caso…). 

E dire che l’Hertha è arrivata ad agosto con l’etichetta di possibile sorpresa per la lotta europea, forte di un mercato mirato e di alto livello grazie agli arrivi di Boyata, Löwen, Grujic (nuovo prestito), Daishawn e soprattutto Lukebakio e Wolf, e dell’esordio all’Allianz Arena, chiuso con un convincente 2-2 in casa del Bayern campione di Germania. 

Tutto sommato anche il primo tempo della seconda giornata, all’Olympiastadion contro il Wolfsburg, non è stato negativo, nonostante lo svantaggio: gli uomini di Covic si sono mossi bene e creato un paio di grandi occasioni. L’anonimo secondo tempo (0-3 il risultato finale) poteva ancora essere considerato come un incidente di percorso. 

Invece le due partite successive, due trasferte non proibitive a Gelsenkirchen e Mainz, hanno confermato quanto visto in quei brutti quarantacinque minuti. Le cause sono diverse: in primo luogo la squadra è poco determinata, poco cattiva sotto porta; le occasioni vengono anche create, ma dopo i due gol segnati a Monaco ne è arrivato soltanto più uno nelle tre partite successive (ancora di Marco Grujic).

Di sicuro a volte ci si è messa anche la sfortuna, ma gli autogol dei due difensori centrali Stark e Rekik contro lo Schalke o l’errore in marcatura su St. Juste nel finale contro il Mainz sono grossolani errori individuali dovuti apparentemente a poca tranquillità, frutto forse di una situazione non serena.

Covic ha utilizzato contro Bayern e Mainz la difesa a tre, contro Wolfsburg e Schalke a quattro, l’attacco con due o tre dietro a un’unica punta e la soluzione con due prime punte, il trequartista (Duda) o due ali, come alla seconda giornata. Ci può stare che l’allenatore essendo nuovo voglia provare più soluzioni tattiche, ma viene il dubbio che non abbia ancora le idee così chiare sullo schieramento più adatto.

Contro il Mainz in particolare Covic ha cambiato cinque giocatori rispetto alla partita precedente, lasciando in panchina anche gente importante come Rekik, Kalou e Ibisevic. Il risultato non solo non ha dato l’esito sperato, ma la scelta rischia di essere un boomerang all’interno dello spogliatoio, poiché potrebbe essere interpretato dai giocatori come sintomo di incertezza da parte dell’allenatore.

L’Hertha è comunque una squadra di buon livello e le possibilità di uscire da questa crisi ci sono tutte. Gli alibi sono innegabili: l’allenatore è nuovo ed è alla prima esperienza ad alto livello, i tanti giocatori appena arrivati hanno bisogno di tempo per integrarsi nel gruppo e anche la sfortuna in queste prime giornate ha inciso.

Altro aspetto positivo è il comportamento della società: ha fatto bene a far sentire la sua presenza tramite il Direttore Sportivo Michael Preetz, che ha richiamato l’ambiente alla calma e ha sgomberato subito il campo dai dubbi sul futuro dell’allenatore croato nato a Berlino. Il giorno dopo la sconfitta di Mainz ha infatti dichiarato al ‘kicker’: “Restiamo calmi. Ante riceve tutto il supporto possibile da parte della società, vediamo quanto lavorano meticolosamente lui e il suo staff e vediamo anche i progressi” e ha aggiunto “rimangono un sacco di tempo e abbastanza partite per invertire la tendenza negativa”.     

Un inizio imprevisto a Berlino quindi, ma intervenendo con pazienza, decisione e unità di intenti, a partire dall’allenatore, per individuare e correggere gli errori di queste prime giornate, il tempo e le potenzialità per essere una delle sorprese della Bundesliga 2019/2020 ci sono ancora tutte.

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