7 giocatori di Bundesliga da tenere d’occhio nelle coppe europee

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Serge Gnabry (Bayern Monaco)

La Champions League è il banco di prova per testare davvero quanto può fare la differenza. In campo internazionale si è affermato con la Germania, segnando 9 goal nelle prime 10 partite giocate con la ‘Mannschaft’, con la fiducia incondizionata di Joachim Löw (“Con me Gnabry gioca sempre”, ha dichiarato). Per entrare tra le stelle deve prendere in mano il Bayern anche in campo europeo, come ha già fatto lo scorso anno in Bundesliga, vincendo anche il premio di giocatore dell’anno del club.

Manuel Akanji (Borussia Dortmund)

Il centrale svizzero è uno dei centrali più affidabili in circolazione, ma allo stesso tempo uno dei meno considerati sul panorama internazionale. Anche perché, oltre al  Mondiale del 2018 con la Svizzera, non ha mai avuto l’occasione di dimostrare il suo valore su un palcoscenico importante. Lo scorso anno ha saltato l’andata degli ottavi di finale con il Tottenham e la difesa del Dortmund è collassata contro la futura finalista. Quest’anno deve dimostrare di essere, al fianco di Hummels, una certezza. Anche contro squadre del calibro di Barcellona e Inter.

Kevin Volland (Bayer Leverkusen)

Il classe 1992 viene da due stagioni da 14 goal in Bundesliga, nell’ultima ci ha aggiunto anche 12 assist. Eppure non viene convocato in nazionale dal novembre 2016. Non è stato coinvolto nel ricambio generazionale post-Mondiale e, nell’anno dell’Europeo, non sembra rientrare nei piani di Löw. Per convincere il Bundestrainer ha un solo modo: iniziare a segnare anche in Champions League. Non sarà facile contro le difese di Juventus e Atletico Madrid, ma per l’ex Hoffenheim è l’unica speranza per poter pensare di riconquistare il Ct.

Marcel Halstenberg (RB Lipsia)

Dei talenti del Lipsia è quello meno chiacchierato anche per una questione anagrafica (classe 1991), ma in un’epoca in cui i terzini sinistri completi in entrambe le fasi si contano sulle dita di una mano, Halstenberg deve sfruttare l’opportunità di lavorare con Nagelsmann e giocare in Champions League per distinguersi e affermarsi tra i migliori del ruolo. Non sarà sicuramente l’uomo copertina dei ‘Roten Bullen’, ma è già titolare in nazionale e i top club lo terranno d’occhio, soprattutto nella massima competizione europea, dove arriva come elemento imprescindibile per la sua squadra.

Daichi Kamada (Eintracht Francoforte)

L’Europa League è il torneo per eccellenza in cui si affermano le sorprese, sia a livello di squadre che di singoli. Il fantasista giapponese è già stato la sorpresa dell’Eintracht in queste prime partite e nelle qualificazioni la sua velocità ha giocato un ruolo chiave. Farà il suo debutto in una competizione europea dopo aver impressionato nei preliminari, fino a convincere Hütter che le ‘Adler’ non possono fare a meno di lui. Senza più Rebic e Haller, sta a lui e Kostic garantire giocate risolutorie e creare occasioni da goal.

Wout Weghorst (Wolfsburg)

Visto che lo abbiamo citato, il paragone ci sta tutto: Weghorst può essere per il Wolfsburg in Europa ciò che Haller è stato per l’Eintracht Francoforte lo scorso anno. In sintesi: il totem, il riferimento offensivo che sa fare a sportellate per un pallone lungo così come segnare goal pesanti in ogni modo. L’olandese ha già giocato in Europa League nella stagione 2016/17 con l’AZ Alkmaar, un solo goal in 8 presenze. Con i ‘lupi’ ha sia la squadra sia il rodaggio per poter incidere di più. E farsi notare dai top club.

Florian Neuhaus (Borussia Mönchengladbach)

Talento, classe ed eleganza. L’interno dei ‘Fohlen’ è stato lanciato da Hecking dopo le ottime prestazioni in prestito al Fortuna Düsseldorf in Zweite Liga. Ha salito il primo scalino arrivando in Bundesliga, ha chiuso la stagione scorsa con 10 assist. Il naturale step successivo è il palcoscenico europeo. Dovesse fare bene, nella prossima estate potrebbe muoverne altri due: il passaggio in un top club e l’Europeo con la Germania. Per intenderci: Kovac lo ha chiesto al Bayern, la società ha detto no. Ma con gli spazi dell’Europa League e la sua visione di gioco…

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