Cinque ragioni per non perdersi il derby di Amburgo

St Pauli Amburgo

Il derby di Amburgo, in teoria, non ha alcun bisogno di presentazioni e nemmeno di motivi extra per seguirlo. La scarsa copertura, soprattutto televisiva, che gli viene riservata in Italia ci ha fatto però pensare. Insomma, snobbare una partita storica e nemmeno così frequente… Chissà perché. Quindi, oltre al fatto in sé che sia il derby di Amburgo (e ne abbiamo parlato anche nella nostra guida), siamo andati alla ricerca di altri motivi per cui la sfida di stasera tra St. Pauli e HSV meriterebbe risalto e attenzione. Eccoli.

1 – L’Amburgo è tornato divertente da guardare. Dopo una decina d’anni trascorsi sempre sull’orlo del baratro, a ritmi lenti, senza mai riuscire a proporre un calcio attrattivo, i ‘Rothosen’ con Dieter Hecking hanno ricominciato ad alzare l’intensità, giocare in verticale e mettere in mostra i giocatori più tecnici, cosa che mancava da tempo al Volksparkstadion, dopo anni e anni di delusioni a livello di risultati e di noia. Certo, con un allenatore che ha raggiunto anche un secondo posto in Bundesliga e ci ha allenato negli ultimi 13 anni è sicuramente più che normale. Ma, a prescindere: era ora.

2 – Prima dell’appuntamento della scorsa annata, il derby mancava dalla stagione 2010/11. E prima ancora dal 2001/02. Ci è voluto un evento storico come la prima retrocessione dell’Amburgo in Zweite perché tornasse, visto che l’ultima stagione in Bundesliga del St. Pauli risale appunto a 8 anni fa. E quella prima ancora a ben 17 anni fa. Insomma, i ‘Kiezkicker’ non sono propriamente abitudinari della massima divisione, e nemmeno nel sorteggio della DFB-Pokal è dal 1987 che i due club non si incrociano. Quantomeno nel 2011 il St. Pauli è riuscito a interrompere un digiuno di vittorie che durava da 34 anni. Insomma, è un derby speciale anche perché non è così comune che si giochi.

3 – Le coreografie delle tifoserie, anche se si gioca nel piccolo Millerntor, la cui capienza è di fatto la metà rispetto al Volksparkstadion: circa 30mila spettatori contro poco meno di 60mila. Le gru, i carrelli e il ‘muro’ di tifosi dell’HSV nel loro stadio di casa hanno certamente tutto un altro colpo d’occhio, ma anche le gradinate del Millerntor, seppur ogni lato sia staccato dall’altro e la struttura non sia da grande impianto tedesco, regalano colori e fotografie memorabili.

4 – Perché si gioca in notturna, cosa mai capitata nelle ultime 6 edizioni. Lo scorso anno entrambi i derby si sono giocati all’ora di pranzo: sotto il sole di settembre all’andata al Volkparkstadion, nel grigiore delle nubi al ritorno al Millerntor. Nella stagione 2010/11 si era giocato alle 18.45. Nemmeno a inizio millennio il derby si era giocato la sera. Non ce ne vogliano i signori della DFL, i quali non sono particolarmente fan, ma i match in notturna hanno spesso un fascino unico…

5 – Perché in campo c’è probabilmente il miglior giocatore della Zweite Liga: Sonny Kittel. Dall’inizio della stagione 2017/18 ad oggi ha segnato 24 goal e servito 22 assist in 69 partite. È arrivato ad Amburgo a parametro zero dopo due anni con l’Ingolstadt di altissimo profilo a livello individuale, ma con gli ‘Schanzer’ che sono retrocessi in 3. Liga nello scorso maggio. È ripartito dall’HSV e finora ha segnato già 5 goal tra campionato e coppa. Ha estro e fantasia, libertà di azione e vede la porta in ogni modo. Hecking lo ha reso da subito il perno della squadra su cui costruire la promozione. L’ex Eintracht lo sta ripagando.

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