È già il Lipsia di Nagelsmann: ecco le mosse vincenti

Nagelsmann Lipsia

Ci ha messo poco a conquistare tutti all’Hoffenheim, ha impiegato ancora meno tempo a rendere il RB Lipsia il “suo” Lipsia. Dubbi ce n’erano pochi, ma già in queste prime giornate di campionato è stato lampante come Julian Nagelsmann abbia già ridisegnato la squadra secondo le sue idee, le quali non potranno far altro che consolidarsi partita dopo partita. 

Il tecnico classe 1987 sta costruendo su quanto di buono (molto) gli ha lasciato in eredità Ralf Rangnick, uno dei migliori allenatori tedeschi, che si è fatto da parte lasciando anche il ruolo di direttore sportivo dopo il terzo posto e la finale di DFB-Pokal della scorsa stagione. Numeri che hanno alzato e non di poco l’asticella per il suo giovane successore. L’ex tecnico di Hoffenheim e Schalke ha anche lasciato una squadra cresciuta nei singoli e nel collettivo a livello difensivo, punti da cui Nagelsmann è ripartito.

Nelle prime tre uscite il 32enne bavarese ha provato a schierare la squadra con il suo 3-5-2 già visto anche a Sinsheim, costruendo intorno a quella che è stata la certezza del Lipsia negli ultimi tre anni: la coppia d’attacco formata da Yussuf Poulsen e Timo Werner, perfetta per come si sposano le caratteristiche dei due. 31 goal e 13 assist complessivi il bilancio della scorsa stagione di Bundesliga, più un’intesa che si è consolidata. Si conoscono, si cercano e occupano spazi diversi. Differente è anche il modo di attaccare l’area dei due e di contribuire alla manovra: il compito spetta a Poulsen, che sa usare il fisico meglio del compagno. Il classe 1996 (fresco di rinnovo dopo un’estate di dubbi), invece, impeccabile quando si tratta di attaccare la profondità, elemento chiave per il calcio di Nagelsmann. I risultati si vedono: 6 goal nelle prime 3 giornate di Bundesliga. Compresa la tripletta contro il Gladbach.

Il Lipsia corre e pressa alto, vuole recuperare palla il più alto possibile anche con gli attaccanti e i centrocampisti. Per farlo ha bisogno di un uomo davanti alla difesa che recuperi palloni, li ripulisca e li giochi velocemente, ma allo stesso tempo di bilanciare la squadra e coprire gli spazi. Diego Demme e Kevin Kampl sono i due ‘playmaker’ scelti da Nagelsmann, giocatori in grado di mantenere l’equilibrio permettendo alle mezzali di potersi sganciare più facilmente per andare in avanti. Come già visto anche all’Hoffenheim, quando in quel ruolo c’erano due offensivi come Demirbay e Amiri, anche a Lipsia per il suolo sono stati scelti elementi in grado di dare velocità all’azione sia palla al piede che facendo correre la palla.

Ne ha beneficiato soprattutto Marcel Sabitzer, sempre più nel vivo dell’azione rispetto a quando agiva da ala. Ha iniziato la stagione col botto: 3 goal e 3 assist nelle prime due partite ufficiali, contro l’Osnabrück in DFB-Pokal e contro l’Union Berlino in campionato. L’altra mezzala sarà con ogni probabilità Emil Forsberg, in ripresa dopo due stagioni tormentate dagli infortuni. Il suo trattamento del pallone, unito alla visione di gioco, sarà una delle chiavi per il gioco offensivo del Lipsia contro le squadre più chiuse, quando non si creeranno le praterie per le corse di Timo Werner. 

Il fattore ampiezza viene garantito da una delle migliori coppie di terzini offensivi probabilmente di tutta Europa, con Klostermann in netta crescita a destra e la certezza Halstenberg sulla sinistra. Più che “quinti”, sono di fatto due ali aggiunte, quasi fisse sulla linea degli attaccanti per allargare le maglie della difesa e facilitare gli inserimenti. Esattamente ciò che si è verificato alla prima giornata contro l’Union Berlino. Ciò che forse manca ancora per completare il quadro è una difesa con un miglior trattamento di palla, ragion per cui Nagelsmann ha anche provato il passaggio al 4-2-2-2 contro il Borussia Mönchengladbach. L’aver di fatto “perso” un uomo in difesa ha però sbilanciato la squadra.

Sembra proprio essere la ricerca del “terzo” dopo Orban e Konaté l’unico vero nodo da sciogliere. C’è possibilità che il tecnico si inventi qualcosa, visto che utilizzare Upamecano come terzo farebbe perdere molto in fase di impostazione dal basso. Il francese classe 1998 è al momento infortunato, ma sembra più un’alternativa alla fisicità di Orban e per far rifiatare il totem Konaté. Nelle prime tre gare è stato l’ex Montpellier Mukiele a completare il trio giocando sul centro-destra, con risultati discreti ma non ancora convincenti fino in fondo. Ecco perché è lecito attendersi esperimenti nelle prossime uscite.

Un altro punto interrogativo sarà la gestione delle rotazioni, visto che Nagelsmann ha a disposizione molti giocatori, ma con caratteristiche diverse rispetto a quelli che comporranno verosimilmente il suo undici titolare ideale. Interni di dinamismo come Nkunku e Lookman, una seconda punta come Schick che ha più tecnica e dribbling che profondità e goal nei piedi, centrocampisti di corsa come Haidara e Laimer, oltre al jolly Tyler Adams, uno degli osservati speciali. Uno dei tanti, perde la verità. Tanto talento, tutto da ottimizzare oltre alla scelta dei suoi “titolari”.

Ora che la stagione del Lipsia entra nel vivo, la profondità della squadra verrà messa alla prova dagli impegni in Champions League e dal crescente livello delle avversarie. Nelle prime quattro gare, sono arrivate quattro vittorie. Alla Red Bull Arena c’è una fiducia che mai prima d’ora, nella pur breve storia del club ai massimi livelli, c’era stata. La fiducia in Julian Nagelsmann, l’uomo giusto al posto giusto, nel momento migliore possibile, e nelle sue idee. Quelle che hanno portato l’Hoffenheim in Champions e che ora vogliono far diventare ancora più grande il Lipsia.

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