Lars Lukas Mai, la risorsa interna del Bayern Monaco

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È il 21 aprile 2018 quando Jupp Heynckes, uno che di talenti ne ha visti tantissimi e cresciuti altrettanti, lancia da titolare in Bundesliga un appena 18enne con la maglia del Bayern Monaco. Un ragazzo che nemmeno aveva collezionato una presenza con la seconda squadra in Regionalliga (la quarta divisione). Una settimana dopo l’esordio, quel ragazzo firma il suo primo contratto da professionista. Che già fosse una promessa era chiaro, ma da quel giorno in cui ‘Herr Jupp’ gli ha dato fiducia in campo il futuro di Lars Lukas Mai ha preso una piega diversa. Tanto che un anno e qualche mese dopo il classe 2000 è considerato non solo incedibile dal Bayern, ma anche un elemento valido per la prima squadra.

Questa stagione sarà la prima per Mai tra i professionisti, dopo un apprendistato di un anno con il Bayern II nella quarta serie e con promozione finale. La scorsa stagione ha ulteriormente convinto il club a renderlo incedibile. Secondo i rumors in Germania era l’oggetto del desiderio del Norimberga, ma ‘Der Club’ ha trovato di fronte a sé un muro. Mai non si muove da Monaco, nemmeno in prestito. L’esperienza la deve fare in casa. Il piano di Salihamidzic e degli altri dirigenti è chiaro: perno della seconda squadra in 3. Liga, ma risorsa fondamentale anche per la prima squadra. Sia in caso di necessità, sia in caso lo meriti in campo.

Di professione Lars Lukas Mai fa il difensore centrale, ma sa anche giocare a centrocampo, preferibilmente come perno centrale di una mediana a tre. Una duttilità su cui Niko Kovac potrà puntare in caso di necessità, soprattutto per quanto riguarda la difesa. Jérôme Boateng alla fine è rimasto, ma potrebbe essere comunque con Mai la prima alternativa a Pavard, Süle e Lucas Hernandez, i tre che si giocheranno i due posti da titolare. Un’altra opzione potrebbe essere Javi Martínez, che in difesa ci ha giocato tanto, ma se si dovesse presentare l’opportunità è probabile che venga dato spazio proprio a Mai.

Il suo esordio in realtà lo ha fatto a centrocampo, con il compito di coprire le spalle a James Rodriguez insieme a Sebastian Rudy nel 3-0 contro l’Hannover in quel famoso 21 aprile 2018. Una settimana dopo, contro l’Eintracht, ha fatto coppia con Hummels al centro della difesa. Si è anche seduto in panchina contro il Real Madrid in una semifinale di Champions League l’1 maggio. E allora era soltanto un giocatore dell’under 19. A livello di età sarebbe potuto esserlo anche nella scorsa stagione, ma è stato presto ‘promosso’ in seconda squadra dove è diventato il centrale di riferimento della squadra. Un intoccabile, tranne quando Kovac lo ha chiamato per la panchina della prima squadra. Un tema che anche quest’anno si riproporrà con frequenza.

Un contratto fino al 2021 lega il classe 2000 al Bayern. Mai è arrivato nel 2014 dalla Dynamo Dresda, ha fatto la trafila delle giovanili spesso con la fascia di capitano al braccio e con un titolo in bacheca arrivato nel 2017 con l’under 17. Nel 2018 sembrava a un passo dall’addio, con Milan e Dortmund interessate, ma alla fine ha firmato il suo contratto da pro. Un segnale di fiducia partito prima di tutto da Heynckes, ma che è arrivato fino alle scrivanie ai piani più alti di Säbener Straße e a Niko Kovac. Di cognome fa ‘maggio’, ma Lars Lukas spera di ritagliarsi un posto fisso tra i grandi ben prima del mese finale della stagione.

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