Il “nuovo” Werder Brema e la centralità di Osako

Osako Werder

Il Werder Brema è una delle squadre della Bundesliga a essere stata meno attiva in questa sessione di mercato, in entrata come in uscita.

La prima operazione, probabilmente anche la più importante, è avvenuta mentre il campionato 2018/2019 era ancora in corso, quando Max Kruse ha annunciato il suo addio a fine stagione (si accaserà poi al Fenerbahce) e il Werder ha preso dall’Hannover Niclas Füllkrug, ventiseienne cresciuto proprio al Weserstadion. Sostituire Kruse sarà difficile poiché Max per caratteristiche, carisma e legame con l’ambiente Werder è difficilmente raggiungibile, ma Füllkrug fin dall’inizio sta cercando con impegno di trasmettere la sua impronta all’attacco bianco-verde.   

Un’operazione meno rilevante che ha riguardato sempre l’attacco è stato il prestito last-minute di Martin Harnik in Zweite all’Amburgo.

Visto il sistema di gioco utilizzato da Florian Kohfeldt, 4-3-1-2 o 4-3-3, la società per la fase offensiva ha tenuto i giocatori considerati più funzionali, dopo la buona stagione passata. Sono rimasti quindi i giovani esterni Johannes Eggestein e Milot Rashica, la punta Josh Sargent (statunitense classe 2000 di grande prospettiva, come dimostra il gran gol all’Augsburg) insieme a Fin Bartels, alla leggenda Claudio Pizzarro, quarantenne alla sua ultima stagione (forse…) e alla seconda punta Yuya Osako.

Proprio il giapponese classe 1990 è una delle sorprese di questo inizio, con quattro reti nelle prime quattro partite ufficiali. Dopo aver segnato il primo gol stagionale del club, l’1-0 nel 6-1 rifilato al Atlas Delmenhorst in DFB Pokal, Osako segna un gol alla terza giornata nella sconfitta alla Rhein-Neckar Arena e una doppietta decisiva nel 3-2 casalingo contro l’Augsburg. 

Arriva in Germania nel gennaio del 2014 poco più che ventitreenne, portato in Zweite dal Monaco 1860, che lo va a prendere nella squadra giapponese Kashima Antlers. Sei gol e tre assist a Monaco in sole quindici presenze fanno sì che il Colonia gli metta subito gli occhi addosso e lo acquisti in estate. Titolare fin dall’inizio, in quattro anni in Vestfalia giocherà 108 partite in Bundesliga, 6 in DFB Pokal e 6 in Europa League, segnando in tutto 19 reti di cui 9 nella stagione migliore per lui e per la squadra, la 2016/2017. 

Acquistato dal Werder la scorsa estate gioca un po’ meno che a Colonia (21 presenze in Bundesliga e 2 in Coppa), ma segna comunque in tutto 5 reti.

Negli schemi di Kohfeldt agisce di solito come trequartista nel 4-3-1-2, ma grazie alla sua duttilità può fare anche l’esterno nel 4-3-3 o eventualmente la punta centrale. Il giapponese ha una buona tecnica di base, è rapido nei movimenti e negli inserimenti, tutte caratteristiche dimostrate in occasione dei tre gol segnati finora in campionato: senso della posizione, rapidità e precisione nel goal all’Hoffenheim, capacità di vedere lo spazio per inserirsi coi giri giusti nel primo gol all’Augsburg e ottima tecnica nel tiro al volo nella rete del decisivo 3-2 sempre contro i bavaresi.

Negli anni in Bundesliga non è stato particolarmente prolifico, ma non è ciò che si chiede ad un attaccante con le sue qualità. Certo che visto l’inizio viene da pensare che grazie all’impostazione offensiva di Kohfeldt e con un maggior utilizzo rispetto allo scorsa stagione possa essere finalmente l’anno buono per raggiungere la doppia cifra. Perché le ambizioni europee del Werder passano anche dai goal e dagli assist di Yuya Osako.

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