Il caso Bakery Jatta: le accuse sull’età, la difesa dell’Amburgo e il lieto fine

Bakery Jatta

Nell’ultimo turno di 2. Bundesliga contro l’Hannover Bakery Jatta, attaccante gambiano dell’Amburgo, è tornato a essere protagonista. Un goal e un’ottima prestazione per un calciatore che nell’ultimo mese è stato al centro dell’attenzione, ma per quello che è accaduto fuori dal campo.

Le accuse – Il 7 agosto 2019 ‘SportBild’, settimanale del gruppo Springer esce con un pezzo-inchiesta sul calciatore della HSV. Nell’articolo i reporter della testata con sede proprio ad Amburgo accusano Bakery Jatta, la cui storia di richiedente asilo diventato professionista in Bundesliga aveva emozionato la Germania, di avere mentito sulla sua identità. Secondo SportBild Jatta si chiamerebbe ‘Bakary Daffeh’ e non sarebbe nato nel 1998, ma nel 1995. Sempre secondo il settimanale Jatta, arrivato in Germania nel 2015, avrebbe mentito per poter usufruire del trattamento, riservato ai minori non accompagnati nel processo di ottenimento dello status di rifugiato. 

In più, sempre a detta dei reporter tedeschi, Bakery, contrariamente a quanto sempre sostenuto da lui nelle interviste, avrebbe già giocato a calcio a livello professionale, disputando addirittura una partita con la Nazionale giovanile del Gambia contro la Liberia, realizzando la rete della vittoria. A sostegno di queste tesi SportBild ha prodotto diverse prove, tra cui le testimonianze di allenatori, come quello della selezione gambiana Mustafa Manneh che avrebbero riconosciuto in Jatta, Daffeh, le cui tracce calcistiche sarebbero svanite più o meno in concomitanza con l’arrivo di Jatta in Europa. In più nel 2016, nel momento della definizione del contratto con il HSV, dalla piattaforma FIFA “Transfer Matching System” era emerso che tra il 2014 e il 2016 Jatta sarebbe stato tesserato come dilettante per il Brikama United, lo stesso dove avrebbe giocato lo “scomparso” Bakary Daffeh.

Ai dettagli contenuti nell’inchiesta di SportBild se ne sono aggiunti altri nei giorni successivi. Il 9 agosto il quotidiano Hamburger Abendblatt ha scritto che secondo le autorità di Brema nell’estate 2015 Jatta avrebbe viaggiato con un passaporto non valido e avrebbe fatto richiesta di uno nuovo, poi regolarmente inviato per posta in Germania e con la data di emissione 27 gennaio 2016.

La posizione dell’Amburgo – Tra i primi a rispondere alle accuse della Bild era stato proprio il club di Jatta, che in una nota aveva difeso il suo tesserato sottolineando come i documenti del ragazzo del Gambia fossero perfettamente regolari. I dubbi sull’età di Jatta però i dirigenti dell’Amburgo li avevano avuti in precedenza, tanto che prima di metterlo sotto contratto avevano effettuato dei controlli medici per fugare ogni incertezza. I test avevano però confermato l’età di Jatta, anche se non tutti erano convinti, come ha rivelato il settimanale Der Spiegel il 9 agosto ha pubblicato un documento, caricato sulla piattaforma “FootballLeaks”, in cui nel gennaio 2016 un collaboratore dell’Amburgo scriveva che un procuratore gli aveva detto, che secondo le sue fonti, Bakery Jatta si chiamasse in realtà Bakary Daffeh. Tuttavia alla richiesta di dare più informazioni il dipendente del club non è riuscito a produrre prove né a favore né contro questa tesi.

La risposta delle autorità calcistiche e civili – Alle accuse e alle prese di posizione dell’Amburgo hanno reagito anche la Federcalcio e la Lega calcio che l’8 agosto hanno emesso una comunicazione congiunta, ribadendo come l’autorizzazione a giocare per Jatta fosse perfettamente valida e regolare. Il calciatore, in ogni caso è stato poi convocato il 15 agosto dalla “commissione di controllo” della DFB per fornire la sua versione dei fatti. Al termine della seduta, a cui Bakery è arrivato accompagnato dai massimi dirigenti dell’Amburgo, la DFB non ha preso alcuna decisione. Sul piano extra sportivo a occuparsi della vicenda dell’identità di Jatta sono state investite le autorità di controllo dell’immigrazione e il giudice di Hamburg-Mitte, il primo distretto della città anseatica.

I ricorsi (ritirati) – Mentre le polemiche sul caso Jatta tenevano banco sui media, in campo l’Amburgo vinceva e convinceva dopo l’inizio difficile. Chi non era convinto, ma dell’identità dell’attaccante gambiano, erano alcuni club che avevano affrontato il HSV con Bakery in campo. Sono Norimberga, Bochum e Karlsruhe che hanno presentato un ricorso alle autorità calcistiche, motivandolo con il fatto che se Jatta ha un’identità diversa la sua autorizzazione a giocare non è più valida. Una contrapposizione dura, con qualche momento di tensione come i fischi a Jatta a Karlsruhe, a cui ha messo fine il tribunale di Hamburg-Mitte, che a inizio settembre ha archiviato le accuse contro il giocatore gambiano, in quanto non ci sono evidenze che possano far dubitare della sua identità.

Una decisione, quella delle autorità anseatica, a cui ha seguito quasi immediatamente il ritiro dei ricorsi da parte di Norimberga, Bochum e Karlsruhe e la conseguente archiviazione del caso anche da parte della Federazione. Il caso è virtualmente chiuso e per Jatta c’è una novità. Stefan Kuntz, ct dell’Under 21, ha dichiarato che aiuterebbe volentieri il ragazzo nato in Gambia nel processo di naturalizzazione perché vorrebbe averlo nella sua squadra. Un nuovo inizio.

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