I soprannomi delle squadre tedesche – Parte 2: Zweite, dagli eroi ai dinosauri

Spitzname

Dopo aver scoperto gli Spitzname dei club della Bundesliga, il viaggio prosegue con i soprannomi della seconda divisione, già entrata nel vivo della stagione 2019/2020. Qui una rassegna di quelli più strani e curiosi.

Le cicogne di Kiel – I giocatori del Holstein, club che due anni fa ha sfiorato la promozione in massima serie, sono le Störchen, le cicogne appunto. Il soprannome non ha una spiegazione universalmente accettata: per qualcuno deriverebbe dal Zum Storchennest, il “nido delle cicogne”, locale nei pressi dell’attuale stadio della formazione di Kiel, per altri discenderebbe dal fatto che i giocatori del Holstein con la loro maglia bianca e i calzettoni rossi, somigliassero appunto a quei volatili.

Un trifoglio in Baviera – I calciatori del Greuther Fürth, tre volte campione di Germania tra il 1914 e il 1929, sono soprannominati Kleeblätter, i quadrifogli, la stessa pianta che sta nell’araldo della città. Così come i giocatori del Darmstadt sono i “Gigli”, il fiore presente nello stemma del centro dell’Assia.

Eroi e professori – A Bielefeld il cuore dei tifosi batte per gli “Arminen”. Che devono nome e soprannome ad Arminio, guerriero dei Germani Cheruschi capace di sconfiggere i romani nella Selva di Teutoburgo nel 9 d.C prima di essere assassinato dai suoi stessi sudditi. Non era un eroe, ma un pedagogista Friedrich Ludwig Jahn, il padre della ginnastica tedesca. In suo onore sono state battezzate associazioni sportive e club di calcio, come lo SSV Jahn Regensburg, detto anche lo Jahnelf, la “squadra di Jahn”.

Dinosauri e calciatori di quartiere – Amburgo per il secondo anno consecutivo avrà un derby in 2.Bundesliga. Il HSV, una delle nobili del calcio tedesco, ha soprannomi a gogò: Hanseaten, gli anseatici, perché la città a partire dal XII secolo ha fatto parte della Lega Anseatica, die Rothosen, i pantaloni rossi per la loro tenuta ma anche Der Dino, “il dinosauro”. Quest’ultimo soprannome si rifà alle origine antiche del club (1887) e soprattutto alla ininterrotta militanza degli amburghesi in Bundesliga, dal 1963 al 2018. Al contrario i “cugini” del St.Pauli hanno un “solo” uno Spitzname, Kiezkicker, calciatori di quartiere, riferito allo stretto rapporto tra club e il luogo di cui è espressione.

Quelli che non retrocedono (quasi) mai – Il Bochum è una delle tante formazioni che puntellano la Ruhr. I biancoblù sono gli Unabsteigbaren, letteralmente gli “irretrocedibili”. Un soprannome nato tra gli Anni Settanta e Novanta quando per vent’anni, nonostante spesso fosse in zona retrocessione, il club era riuscita a mantenere il suo posto in Bundesliga.

I guerrieri europei – Il neopromosso Karlsruhe, dove ha mosso i primi passi la leggenda Oliver Kahn, ha cominciato bene la stagione. Il KSC ha un nickname che rimanda agli anni gloriosi della società, quando non solo militava in Bundesliga ma giocava anche le competizioni continentali. E dalla magnifica campagna di Coppa UEFA del 1993-1994, terminata solo in semifinale (in cui spicca un 7-0 al Valencia) i giocatori del Karlsruhe sono diventati Eurofighter, “i lottatori in Europa”.

Nobile decaduta – Il Norimberga è tornato in seconda serie, dopo solo un anno di Bundesliga. I biancorossi sono stati per lungo tempo una delle squadre più titolate (nove campionati conquistati) e con più cultura calcistica di Germania. A questo periodo di gloria fanno riferimento i soprannomi dei bavaresi, Der Club, Die Legende (la leggenda) e Der Rumreiche (I gloriosi).

Erzgebirge a chi… – Aue è insieme a Dresda l’unica città della ex DDR ad ospitare un club di 2.Bundesliga. Una società, quella dei “Veilchen”, i Viola che prende il nome dai Monti Metalliferi, la catena montuosa a sud-est della Germania, dove la squadra ha la sua “casa”.

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