Löw ha richiamato Emre Can nella Germania dopo due anni di assenza

Emre Can

83 minuti in campo contro la Francia, in un’amichevole nell’ottobre del 2017. Praticamente un anno dopo un altro spezzone, sul campo dell’Olanda. Il conteggio totale recita 140 minuti di gioco nell’arco di 22 mesi, con la maglia della Germania, per Emre Can. Certo il numero 23 della Juventus nel mezzo è stato spesso fermato ai box da problemi fisici, ma gli infortuni da soli non bastano a giustificare praticamente due anni di assenza di un giocatore che, ad un certo punto, sembrava un uomo-chiave per il futuro della Mannschaft. Forse Joachim Löw ha smesso di credere nelle qualità dell’ex Liverpool, o forse no: tant’è che per le prossime gare contro – di nuovo, curiosamente – Olanda e Irlanda del Nord, il CT tedesco ha deciso di convocare anche l’eclettico centrocampista classe 1994.

Nonostante sia quasi passato un anno dalla sua ultima apparizione con la maglia della Nazionale, non si può dire che questo ritorno sia una sorpresa. Infatti, Emre Can sembra nato per giocare nella Germania di Löw, senza un ruolo fisso ma con delle caratteristiche che possono tornare utili al tecnico tedesco in diversi modi. Nello scacchiere tattico della squadra campione del mondo, Can potrebbe indistintamente essere un centrale o un mediano del solito 3-4-2-1, o anche occupare uno dei tre slot di centrocampo di un ipotetico 4-3-3, come quello visto nella recente vittoria contro l’Estonia. Le spiccate qualità in tutti i fondamentali difensivi, unite ad un’intelligenza calcistica non comune, lo rendono infatti utile in diverse zone del campo, nonostante non disponga di una tecnica particolarmente raffinata – anche se parliamo di un ragazzo che va raramente sotto i 50 palloni toccati per partita.

Löw ha probabilmente in mente il modo giusto per utilizzare la fisicità dominante di Can con l’obiettivo di riconquistare il pallone più in alto possibile. D’altronde la varietà di qualità difensive ormai acquisite permette al 25enne di eseguire qualsiasi compito fra quelli richiesti in un sistema di pressing aggressivo: può infatti occuparsi sia delle marcature preventive sulle ripartenze avversarie sia della pressione in avanti in prima persona, il tutto sempre con grande efficacia. L’unica necessità che lo juventino porta con sé è quella di avere al suo fianco compagni più orientati a prendersi delle responsabilità palla al piede, specie in vista della partita contro l’Irlanda del Nord in cui realisticamente i tedeschi dovranno affrontare una difesa schierata con un baricentro molto basso. Non dovrebbe trattarsi di un problema comunque, per una Nazionale che dispone di centrocampisti della qualità di Kroos, Goretzka o Gündoğan.

Oltre agli aspetti più strettamente tecnico-tattici, Emre Can è poi il classico ragazzo che ogni allenatore vorrebbe allenare sul piano dell’applicazione mentale. La sua prestazione contro l’Atlético Madrid nel ritorno degli ottavi di finale dell’ultima Champions League ne è una dimostrazione: il tedesco ha iniziato quella gara come centrale, l’ha proseguita come centrocampista e conclusa come terzino destro, adattandosi via via alle esigenze di Allegri in base ai vari momenti della gara, e mantenendo un livello di gioco sempre altissimo. L’ex Liverpool rappresenta quindi una certezza anche sul piano della capacità d’interpretare spartiti più complessi, nel momento in cui la partita dovesse richiederlo. Una qualità che ad alti livelli può fare la differenza.

Questa convocazione sarà una rampa di lancio per la carriera internazionale Emre Can o un semplice fuoco di paglia? La risposta a questa domanda potrà darla solo il tempo. Nel frattempo però possiamo essere certi che, almeno sulla carta, Löw abbia fatto una scelta giusta in vista delle prossime gare di qualificazione ad Euro 2020. Al terreno di gioco spetta, ovviamente, il giudizio finale.

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