Tutti i successi di Uli Hoeness con il Bayern

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Uli Hoeneß non è più il Presidente del Bayern Monaco. Ora è anche ufficiale. Di lui si è detto tutto e si sa (quasi) tutto. Uomo dalle tante vite, unico sopravvissuto nel 1982 a un incidente aereo, condannato per frode a 3 anni e mezzo di carcere nel 2014, scontando 21 mesi, si è sempre risollevato più forte di prima e vincendo più di prima.

È proprio la vittoria il suo marchio di fabbrica, il mantra che fa parte del suo essere grazie a quasi 50 anni di Bayern. Inizia ad accumulare trofei, nazionali e internazionali, a 18 anni, ovviamente in Baviera: da attaccante dello splendido Bayern degli anni ’70 vince tre volte il Meisterschale, una Coppa di Germania, tre Coppe dei Campioni consecutive e una Coppa Intercontinentale, il tutto impreziosito dall’Europeo del 1972 e dal Mondiale del 1974 con la Germania Ovest.

Dopo un’ultima stagione da calciatore al Norimberga torna a Monaco come giovanissimo Direttore Generale, per continuare a fare la storia. Viene eletto poi Presidente nel 2009 per 5 anni, fino alle dimissioni obbligate a seguito della condanna del 2014. La sua forza e soprattutto la credibilità costruita in Baviera negli anni fanno sì che venga rieletto Presidente nel 2016, appena scontata la pena.

Il numero di trofei conquistati dal Bayern nei quarant’anni sotto la sua gestione, prima come Direttore Generale poi come Presidente, è impressionante: 20 campionati tedeschi, 12 coppe di Germania, 6 Supercoppe di Germania, 6 Coppe di Lega tedesca (la ex Supercoppa), 1 Coppa Uefa, 2 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Supercoppa Europea. Totale: 50 trofei.

Senza dimenticare altri “dettagli” come l’esponenziale crescita economica, l’aumento dei soci e la costruzione del nuovo stadio, l’Allianz Arena

Al di là dei numeri quello che impressiona di Hoeneß è la totale impersonificazione con il mondo Bayern e l’amore incondizionato dei tifosi bavaresi nei suoi confronti, che lo considerano (e i numeri supportano decisamente questa considerazione) una sorta di garanzia di vittoria, oltreché uno di famiglia. Non stupisce quindi che la petizione online per fargli cambiare idea, lanciata da un tifoso d’eccezione, il giornalista e politico bavarese Helmut Markwort, stia riscuotendo un successo forse addirittura inaspettato, con 5.000 firme nei primi tre giorni.

A margine della petizione c’è un commento che meglio di tante parole riassume chi è Hoeness per i tifosi: “Uli Hoeneß è il Bayern, è il cervello, il cuore e l’anima del club, ha reso l’FCB quello che è oggi e merita tutto il nostro rispetto. È una brava persona, non è perfetto, ma nessuno lo è!”. Anche per questo il suo addio è una svolta storica. E chiude una pagina di storia difficilmente ripetibile per il club.

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