L’Eintracht ha scelto Bas Dost per ritrovare i goal perduti

Bas Dost Eintracht

Lo scorso anno l’Eintracht Francoforte si è imposta come una delle squadre più divertenti di Germania e d’Europa. Merito soprattutto del trio delle meraviglie formato da Rebic, Jovic e Haller. L’estate ha però privato le ‘Adler’ sia del serbo, passato al Real Madrid per 70 milioni di euro, sia del francese, che è volato a Londra, al West Ham, per circa 50 milioni. È rimasto soltanto il croato, ma 47 delle 57 reti prodotte dal tridente dei sogni la scorsa stagione erano state firmate dagli altri due. E le partenze hanno lasciato un vuoto che, come mostrato dall’avvio di stagione, sarà difficile colmare. Per provarci, la dirigenza del club dell’Assia ha scelto di ripartire da Bas Dost, uno che conosce bene la Bundesliga. E anche il goal.

L’attaccante olandese classe 1989 è tornato in Germania dopo averci già trascorso 4 anni con la maglia del Wolfsburg tra il 2012 e il 2016. Il suo cartellino, secondo i media tedeschi, è costato 10 milioni di euro, un dodicesimo di quanto il club ha incassato da Jovic e Haller. Il suo valore si dimostrerà però con i numeri in campo, non quelli sui contratti. Come ha fatto negli ultimi tre anni allo Sporting Lisbona: 127 partite, 93 reti. Arrivando anche a competere con Leo Messi per la Scarpa d’Oro nel 2017: alla fine ha vinto l’argentino, 37 goal contro 34 (in 31 partite di Liga NOS).

In Bundesliga, con il Wolfsburg, la sua migliore stagione è stata quella in cui la squadra allora allenata da Hecking si è piazzata al secondo posto, dietro soltanto al Bayern Monaco. 16 le marcature totali in 21 partite disputate. Certo, alle sue spalle aveva tre tra i migliori uomini-assist possibili come Ivan Perisic, Daniel Caligiuri e soprattutto Kevin De Bruyne. La situazione ideale per un uomo d’area purissimo, dotato di centimetri e fisico per dominare il gioco aereo. Dost ha però saputo confermarsi in Portogallo e migliorarsi.

Da lui l’Eintracht si aspetta soltanto una cosa: i goal. Quelli che ha perso sul mercato e che finora non è riuscito a ritrovare. Soltanto due nelle ultime tre partite contro Hoffenheim, Strasburgo e Lipsia, di cui uno da palla inattiva con un difensore (Hinteregger). La scelta di Hütter e del direttore sportivo Bobic è stata quella di completare il reparto con un altro giocatore molto fisico, come è anche Gonçalo Paciência, mentre Joveljic è più un uomo d’area veloce e rapido, con caratteristiche piuttosto uniche. Ma è anche quello che a Francoforte aspetteranno con pazienza, trattandosi di un classe 1999.

Dost, invece, dovrà avere impatto immediato. Conosce il calcio tedesco e dovrà calarsi immediatamente nella sua nuova realtà. Sarà il destinatario numero uno dei cross di Kostic e Da Costa, oltre che dei lanci lunghi della difesa per le sponde, caratteristica in cui Haller era specialista. Sarà il perno del nuovo Eintracht che sta nascendo. Non sarà completo e tecnico come Haller, e nemmeno elegante e letale come Jovic, ma una cosa è certa: Bas Dost i goal li sa fare. Ed è per questo che all’Eintracht hanno scommesso su di lui per ritrovare i goal perduti.

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