La prima volta di Stephan Lichtsteiner in Bundesliga

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Dopo Germania (ovviamente…), Austria e Francia, la Svizzera è la nazione con più rappresentanti nella Bundesliga 2019/20. In questa colonia non poteva mancare quello che è stato il capitano della nazionale elvetica dal 2016: Stephan Lichtsteiner. Dopo aver giocato in Ligue 1 (Lille), Serie A (Lazio e Juventus) e Premier League (Arsenal), il terzino destro è finalmente approdato anche nel massimo campionato tedesco, un po’ a sorpresa con la maglia dell’Augsburg. Anche se forse, a 36 anni da compiere a gennaio, era difficile riuscire a trovare una squadra di maggior calibro e prestigio.

Per la prima volta nella sua lunga carriera, Lichtsteiner si troverà a dover lottare non per l’Europa, non per i titoli, ma soltanto per la salvezza. Per uno abituato a vincere, anzi dominare i campionati con la Juventus, il cambiamento è drastico. Specie perché l’anno scorso aveva trovato la fiducia dell’Arsenal, un altro top club con cui ha giocato una finale europea. Fiducia, per la verità, poco ripagata dal giocatore stesso che non ha mai trovato né continuità di rendimento né prestazioni davvero convincenti.

Il classe 1984 ha atteso per tutta l’estate l’occasione giusta e alla fine ha scelto di firmare per l’Augsburg. Nella scelta è logico pensare che ci sia anche una prospettiva di minutaggio molto elevata, o comunque maggiore di quella che il giocatore avrebbe trovato in altri club. Dopo la partenza di Schmid, tornato al Friburgo, i soli Framberger e Asta non garantivano al tecnico Martin Schmidt troppa sicurezza. Così Stefan Reuter è tornato sul mercato per dare un’aggiustata alla difesa: per rimpiazzare Danso e Hinteregger al centro è arrivato Jedvaj (che comunque può fare anche il terzino), mentre a destra tocca a Lichtsteiner portare esperienza nel ruolo e sicurezze.

La difesa è stata il problema dell’Augsburg nell’ultima stagione: è stata la peggiore della Bundesliga insieme a quella dell’Hannover, con 71 reti subite. Un netto passo indietro rispetto alle 46 incassate nella stagione 2017/18, chiusa non a caso con 9 punti in più. La prima giornata dell’annata 2019/20 ha confermato tutte le vecchie sensazioni negative: 5 reti prese dal Borussia Dortmund al Westfalenstadion. Il divario tecnico è enorme, ma l’impressione è stata che la solidità della difesa fosse davvero ai minimi termini. Specialmente dopo la mini-rivoluzione che ha riguardato il reparto in estate.

Non può ovviamente bastare soltanto l’innesto di Lichtsteiner (a 35 anni) per sistemare tutto, ma la possibilità di contare su un giocatore esperto, che ha vinto titoli (16) e che è abituato a giocare in Champions League è un qualcosa che l’Augsburg non si immaginava di poter sperimentare. Dalla WWK Arena sono passati Ottl, Manninger, Trochowski e Halil Altintop, giocatori che hanno conosciuto la Champions League e i top club per diversi anni, ma mai così vincenti come è stato Lichtsteiner nel corso della sua carriera.

Nella sua intervista di presentazione l’ex Juve ha ringraziato Marwin Hitz e Alex Manninger, due grandi ex che gli hanno parlato del club e lo hanno convinto. In fondo, però, è anche l’Augsburg a doverli ringraziare. Perché forse non sarà lo stantuffo di un tempo, ma per il club Lichtsteiner rimane un colpo da 259 presenze nella Juventus, che ha preso la decisione di unirsi all’FCA per continuare e magari chiudere la sua carriera. Per chi al massimo ha giocato un sedicesimo di Europa League, scusate se è poco…

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