Lukebakio e gli altri: ecco l’Hertha dei ‘giovani’ talenti

Sarà l’anno di Berlino. Non solo per il trentennale della caduta del Muro che si celebrerà in grande stile il 9 novembre; non solo per il primo derby della capitale in Bundesliga che si giocherà la settimana dopo le celebrazioni (l’Union ha respinto la richiesta dei cugini di disputarlo proprio quella settimana); non solo per la prima volta nella massima serie del mitico Union; ma anche per l’ambiziosa nuova dimensione che l’Hertha vuole raggiungere.

Una nuova ambiziosa dimensione che il nuovo acquisto di ‘die Alte Dame’, Dodi Lukebakio, attaccante esterno classe 1997, ha già intrapreso nella scorsa stagione, in una data e in un luogo ben precisi: Allianz Arena di Monaco, sabato 24 novembre 2018. Quel giorno il mondo calcistico scopre il belga, che con una tripletta trascina il Fortuna Düsseldorf al 3-3 contro il Bayern, mostrando tutto il suo potenziale fatto di velocità, potenza, dribbling e freddezza. Da lì in avanti pur con qualche calo dovuto soprattutto alla giovane età, Dodi non si è più fermato, arrivando alla fine della stagione in doppia cifra, dieci reti. Non male per un giovane all’esordio in Bundesliga.

Lukebakio cresce nelle giovanili dell’Anderlecht, un inizio difficile dal punto di vista comportamentale, con ritardi agli allenamenti e poca professionalità, cosa che proseguirà anche al Tolosa.

Dopo il Charleroi passa al Watford, con cui esordisce in Premier League contro il West Ham. La svolta arriva prima del prestito al Fortuna Düsseldorf, quando cioè “il mio compagno (di nazionale Under 21 belga) Landry Dimata mi ha fatto scoprire il potere della fede: da allora Dio è stato la mia forza”. Di sicuro da quel momento ha raggiunto la stabilità mentale che mancava.

L’uomo mercato dell’Hertha Michael Preetz cercava esattamente un profilo come quello di Lukebakio anche dal punto di vista tattico, come esterno offensivo nel 4-2-3-1, o 4-3-3 in base alla posizione di Duda. Per acquistarlo ha dovuto battere una folta concorrenza, a conferma di una chiara volontà di crescita, da realizzare anche mediante investimenti importanti su calciatori giovani.

Il ventiduenne belga è il fiore all’occhiello del mercato dell’Hertha: è arrivato infatti per una cifra che si aggira sui venti milioni di euro, dopo i sette spesi per Eduard Löwen, centrocampista classe 1997 dal Norimberga, i due e mezzo per Daishawn Redan, attaccante olandese 2001 dal Chelsea e il rinnovo del prestito con il Liverpool del centrocampista classe 1996 Marko Grujic, forse uno degli uomini da tenere maggiormente d’occhio (come vi dicevamo già un mese fa qui). Fabian Lustenberger, tornato in Svizzera dopo dodici anni, è stato invece sostituito dal belga Dedryck Boyata, arrivato dal Celtic. Tutti i nuovi volti della rosa per la stagione 2019/20.

È vero che è andato via Valentino Lazaro, ma i ventidue milioni versati per lui dall’Inter hanno portato ulteriori risorse per migliorare un gruppo già ben assemblato, con giovani di qualità affiancati a giocatori di esperienza.

Anche il nuovo allenatore è giovane e ambizioso. Ante Covic, 44 anni a fine agosto, berlinese di nascita ma di nazionalità croata, fa parte del mondo Hertha da 16 anni, prima da giocatore e poi da allenatore delle giovanili e della seconda squadra.

Senza contare calciatori che pur giovani hanno già un’esperienza consolidata, come Niklas Stark, Karim Rekik, Ondrej Duda o Davie Selke, Lukebakio, Löwen, Grujic e Redan vanno ad inserirsi in un folto gruppo di under 23 a disposizione di Covic di assoluto livello: Lukas Klunter (1996), terzino destro che avrà il compito di non far rimpiangere Lazaro; Jordan Torunarigha, centrale difensivo mancino e il terzino sinistro Maximilian Mittelstadt (entrambi del 1997); è invece un classe 1998 Javairo Dilrosun, olandese esterno sinistro d’attacco; i ’99 sono Florian Baak, difensore centrale, l’ala Palko Dardai (figlio dell’ex allenatore Pal) e Arne Maier, già dalla scorsa stagione perno del centrocampo berlinese.

Molti sostengono che l’Hertha sarà la sorpresa della stagione 2019/2020, con un sogno neanche troppo nascosto di un piazzamento europeo. Ma se anche non dovesse essere raggiunta l’Europa le fondamenta della Vecchia Signora sono sempre più solide e continuando su questa strada e con questi giovani il futuro non potrà che sorridere.

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