Lipsia e Paderborn: quando sono i tifosi a decidere cosa fare

Lipsia

Sin dalla sua creazione il 19 maggio 2009 il RasenBallsport Leipzig ha sempre fatto parlare di sé, sia in positivo, sia in negativo per via della sua nascita vista come fittizia da parte di gran parte del mondo del calcio tedesco. La questione non è venuta molto a galla negli anni trascorsi nelle serie minori, ma da quando il club ha iniziato a disputare i campionati professionistici è sempre stato accompagnato da proteste ovunque andasse.

La regola del 50+1 regna sovrana sul calcio professionistico tedesco e la Red Bull per sopravvivere ha aggirato questa norma attirando ancor di più le ire dei tifosi tedeschi. Dall’esordio in Bundesliga sono tanti gli episodi di proteste che hanno accompagnato le partite del Lipsia – come quello di Colonia con la partita iniziata con quindici minuti di ritardo a causa di un vero e proprio picchetto per impedire l’entrata del pullman nello stadio -, ma l’ultimo riguarda una possibile collaborazione tra i Roten Bullen e il Paderborn raccontata da Felix Tamsut, giornalista di DW Sports.

Tutto nasce dalla promozione di Ralf Rangnick a Head of Sport and Development Soccer con la susseguente nomina di Markus Krösche a nuovo direttore sportivo del Lipsia. Krösche, che svolgeva la medesima mansione al Paderborn, è arrivato nella città della Germania dell’est anche grazie ad un accordo che prevedeva una lunga collaborazione tra i due club. Apriti cielo. I tifosi più caldi della società della Renania hanno iniziato a diffondere comunicati e volantini per tutta la città dichiarando che avrebbero disertato in massa le partite della propria squadra nel caso in cui la collaborazione fosse andata in porto.

Uno degli slogan dei tifosi del Paderborn: “Collaboraziona con il RB? Non con noi!” | Twitter @ftamsut

Questa volta, però, la protesta è arrivata anche dal CEO del Colonia, Alexander Wehrle, e per la prima volta dai Red Ace, la tifoseria organizzata del Lipsia. Tutti hanno espresso preoccupazioni per le potenzialità negative dell’accordo tra due squadre che giocano nella stessa divisione. Il Paderborn ha provato a stemperare la situazione dichiarando che il club non sarebbe diventato una succursale della Red Bull, ma non è servito a molto. Anzi, gli sforzi dei suoi sostenitori si sono intensificati arrivando a distribuire a trentaduemila case dei volantini in cui criticavano il metodo dell’azienda austriaca per entrare nel mondo del calcio.

La protesta, per una volta, è stata efficace. Lipsia e Paderborn hanno annunciato che non ci sarà nessuna collaborazione tra i due club. L’accordo è ufficialmente saltato per una differenza di vedute tra le parti, ma l’impressione è che le levate di scudi dei tifosi abbiano giocato un grande ruolo nella decisione. Il tifo in Germania è una componente fondamentale per il prodotto calcio e per i club, di cui molte volte sono anche azionisti, e dopo aver ottenuto l’annullamento dei Montagsspiel, ora sono riusciti a boicottare questa collaborazione.

L’impressione è che per il Lipsia sarà sempre dura trovare alleati in terra tedesca. L’ostilità nei suoi confronti è ormai sedimentata in ogni tifoseria della nazione e seppur le proteste durante le partite sono in diminuzione o non fanno più scalpore come prima, nessuno di loro accetterà di buon grado la collaborazione tra il proprio club e la società di plastica. Se il RaBa vorrà crescere, dovrà guardare a collaborazioni oltre i confini nazionali.

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