Perché il Bayern punta su Marc Roca per rinforzare il centrocampo

Marc Roca Bayern

Quando il Bayern Monaco va a cercare un centrocampista in Spagna c’è sempre da prestare massima attenzione. Perché dopo Javi Martínez e Thiago Alcántara potrebbe arrivare dalla Liga un altro eccellente interprete di qualità per la mediana. Marc Roca, la rivelazione dell’ultima stagione: stella dell’Espanyol nell’anno del ritorno in Europa, uomo chiave della Spagna Campione d’Europa Under 21 in Italia che ha battuto la Germania in finale.

“Siamo un Paese di centrocampisti” diceva il classe 1996 durante le sue prime convocazioni con la nazionale giovanile, conscio della concorrenza di una nazione che produce un’enorme quantità di talenti in quella zona del campo. Eppure Marc Roca è riuscito a emergere, scavalcando anche chi aveva ottenuto più pubblicità di lui come Carlos Aleñá del Barcellona, o Mikel Merino, già passato senza fortuna dalla Bundesliga.

Il motivo è semplice: Roca fa girare la squadra, ha uno splendido senso del tempo di gioco e non butta mai via il pallone. Qualità e velocità di esecuzione più che di corsa, in puro stile spagnolo: lo si è visto in Liga, si è avuta la conferma a Euro U21. Non aveva giocato nelle prime due partite del torneo e la Spagna aveva faticato, poi il suo ingresso ha cambiato totalmente la gestione della partita permettendo alla Roja di giocare il suo calcio. Le migliori prestazioni dei Campioni d’Europa sono arrivate con lui in campo e stavolta non è un caso.

E pensare che aveva cominciato a giocare come terzino. Quando passò dal Barcellona all’Espanyol all’età di 12 anni il suo allenatore gli disse che lo vedeva meglio in mezzo al campo e non sulla fascia, intuizione giusta per fargli svoltare la carriera. D’altronde veniva da una famiglia di centrocampisti, compresi i tre fratelli che sono arrivati a giocare in Tercera: tutti destri tranne lui, che ha trovato nel mancino la grande arma per arrivare più  avanti di tutti. Subentrò da centrocampista quell’anno in una partita per un malessere di un compagno di squadra, fece gol e da lì tutto fu più facile.

Sicuramente un segno del destino, anche perché di gol non ne ha poi segnati tanti. Ma a lui si chiede di far girar la squadra ed ecco perché il Bayern Monaco punta forte su un profilo come il suo. Ha interpretato il ruolo sia in un centrocampo a tre come quello dell’Espanyol, che in un centrocampo a due al fianco di Fabián Ruiz nella Spagna Under 21, duttilità ideale per una squadra come il Bayern che può plasmarsi con più sistemi di gioco.

A differenza di Thiago Alcántara arriva a fari più spenti ma ne sembra l’erede designato: per qualità, velocità di pensiero e per il viaggio da Barcellona a Monaco di Baviera. All’Espanyol, dove ancora non è rientrato per via della nazionale, lo aspetta l’ex Udinese e Bologna Naldo, l’unico della squadra rimasto in ritiro in stanza da solo in attesa del suo grande amico, che però potrebbe passare da casa solo per risistemare le valigie e partire. Per dare continuità alla tradizione spagnola dei centrocampisti del Bayern.

 

Di Simone Gamberini

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