Kohr e Sow: l’Eintracht cambia volto a centrocampo

Eintracht

Nel calcio si dice sempre che confermarsi è più difficile che emergere. A meno che ti chiami Eintracht Francoforte, si potrebbe aggiungere. Le Adler sono passate nel giro di tre anni dal disputare uno spareggio salvezza e vincerlo col brivido al giocare una semifinale di Europa League e arrendersi soltanto ai rigori al Chelsea. Il merito è soprattutto di una dirigenza lungimirante e in grado di trovare sempre il punto giusto da migliorare anno per anno. Quest’estate, ad esempio, tocca al centrocampo, reparto in cui il DS Fredi Bobic ha deciso di investire con convinzione.

Nel 2017 i principali colpi erano stati messi a segno in attacco (Haller e Jovic), mentre l’anno scorso è stata rinforzata la difesa, fasce incluse. Ora tocca al centrocampo, con due acquisti già portati a termine, Dominik Kohr e Djibril Sow, e uno in via di definizione, ovvero Sebastian Rode. Tre giocatori con caratteristiche diverse da mettere a disposizione di Adi Hütter, che ritroverà anche Lucas Torró dopo le sole 13 partite giocate la scorsa stagione, causa infortuni.

Quattro nomi per certi versi nuovi: due lo sono a tutti gli effetti, Sow e Kohr; uno è come se lo fosse, visto che Torró ha giocato pochissimo ma ha mostrato ottime qualità; uno è una conferma nata da un’occasione di mercato dello scorso gennaio, ovvero Rode.

Il centrocampista attualmente di proprietà del Borussia Dortmund, cresciuto proprio nell’Eintracht e transitato con poco successo anche per il Bayern, dovrebbe tornare alla Commerzbank-Arena per 4 milioni di euro. Una cifra bassissima per un giocatore che ha davvero permesso all’Eintracht di cambiare passo nella seconda metà di stagione: Rode ha portato dinamismo e aggressività in un centrocampo statico, che aveva bisogno di un uomo di corsa. Quello che non era riuscito a fare al meglio Gacinovic (prontamente spostato più avanti) o De Guzman, per questione di caratteristiche.

Anche per questo Fredi Bobic ha deciso di andare a prendere Djibril Sow dallo Young Boys, pagandolo anche 9 milioni di euro. Lo svizzero classe 1997 è un box-to-box, un giocatore fisico e di grande corsa, ma con una buona base tecnica in grado di dare anche qualità alla manovra. Una specie di evoluzione di Rode, un giocatore più completo che in Svizzera ha sempre giocato tra i due mediani del 4-2-3-1 disegnato prima da Hütter e poi da Seoane, ma che potrebbe essere perfetto anche per giocare a tre.

Parola d’ordine duttilità, quella che Dominik Kohr, pagato 8 milioni di euro al Leverkusen, dovrà provare a sviluppare. Al contrario di Sow, il nativo di Trier è un giocatore molto più mono-dimensionale: può giocare a due oppure da centrale dei tre, dando garanzie a livello di copertura difensiva ed equilibrio, meno di prima impostazione. Caratteristica che, al contrario, sa offrire Torró, che ha un dinamismo pressoché simile al nuovo compagno di squadra (molto basso), contrasta meno ma sa ripulire con grande velocità il pallone e giocarlo senza mai eccessive sbavature.

In una squadra che dovrà necessariamente essere diversa rispetto allo scorso anno, avendo perso il capocannoniere principe Luka Jovic, stabilire una coppia o un terzetto titolare a luglio è un’impresa ardua. Anche perché non è detto che Adi Hütter decida di riproporre il 3-4-3 visto nella scorsa stagione. La presenza di altri centrocampisti di buon livello come Gelson Fernandes, De Guzman e Gacinovic offre al tecnico austriaco una vasta gamma di alternative. E potrebbe non essere finita qui, visto che i rumors danno le ‘Adler’ su altri obiettivi, anche in difesa e a centrocampo.

Con il mercato ancora in pieno svolgimento e una vasta quantità di alternative, non ci sarà quindi da stupirsi se l’Eintracht proverà a cambiare pelle. Anche perché, ora che ha cambiato il volto del centrocampo, ha la possibilità di farlo. E sorprendere ancora in Bundesliga, come ha già fatto negli ultimi tre anni.

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