Cosa perde il Dortmund cedendo Raphael Guerreiro

Guerreiro dortmund psg

10 luglio 2016, Stade de France, Parigi, finale dei Campionati Europei. È il minuto 108 quando l’arbitro Clattenburg fischia un calcio di punizione dal limite dell’area a favore del Portogallo; sul pallone va senza paura un terzino 22enne, reduce dalla terza ottima stagione in Ligue 1: sinistro a giro e palla sulla traversa, con Lloris battuto. Il ragazzo per un secondo si mette le mani nei capelli, poi ricomincia subito a inseguire pallone e avversari. Due minuti dopo il compagno Eder segnerà il gol che renderà il Portogallo campione d’Europa. Quel ragazzo era Raphael Guerreiro, che ad agosto avrebbe poi iniziato la sua avventura al Borussia Dortmund, in Bundesliga.

In quel frame, nonostante la sfortuna dell’esito, c’è tanto del giocatore nato e cresciuto in Francia da papà portoghese e mamma francese: personalità, classe e tenacia. Piccolo di statura ma dotato di rapidità, di capacità nel dare del tu al pallone e di grande duttilità tattica.

Questo è il punto: negli ultimi giorni nonostante le smentite forse “tattiche” del BVB, i rumors di calciomercato danno per avanzata la trattativa che porterebbe Guerreiro al PSG, fortemente voluto dal suo ex allenatore a Dortmund Thomas Tuchel; ma a chi converrebbe di più? 

Tuchel pare continui ad insistere con Leonardo affinché chiuda l’acquisto e come dargli torto: sotto la guida del trainer bavarese Raphael al suo primo anno in Bundesliga, nella stagione 2016/2017, ha avuto un rendimento altissimo, segnando peraltro 7 gol e fornendo 9 assist.

Il portoghese da parte sua riabbraccerebbe volentieri Tuchel, la Francia e la Ligue 1 in cui ha giocato fino al 2016, prima a Caen e poi a Lorient

Per il Borussia Dortmund è difficile invece dire che la sua cessione potrà essere un affare. Prima di tutto dal punto di vista economico, se fosse confermata la cifra che gira, cioè 15 milioni di euro: si tratta di un giocatore ancora giovane (a dicembre compirà 26 anni) e di terzini sinistri di quel livello in Europa non è che ce ne siano tanti.

Ma ancora più difficile è pensare che possa essere un affare dal punto di vista tecnico ma soprattutto tattico: quest’anno il portoghese ha dimostrato tutta la sua adattabilità, giocando da terzino sinistro ma molto di più da esterno alto a sinistra, o qualche volta addirittura a destra, nel 4-2-3-1 di Lucien Favre, segnando 6 reti, di cui 4 in 4 partite di Champions, oltre a 6 assist.

È vero che i giallo-neri hanno investito tanto in questa finestra di mercato sugli esterni, sia offensivi che difensivi, con acquisti che aggiungono gente del calibro di Brandt, Hazard e Schulz a giocatori già di alto livello (il terzino Hachimi e l’esterno Sancho solo per fare alcuni nomi), ma le caratteristiche di Guerreiro nella squadra di Favre oggi non le ha nessuno: oltre ai diversi ruoli che come detto può ricoprire permette infatti all’allenatore svizzero di scegliere quando utilizzare un 4-2-3-1 più difensivo, con una tattica impostata maggiormente sulle ripartenze in velocità, con Sancho da una parte e appunto il portoghese dall’altra.

Un dirigente del calibro di Michael Zorc, Direttore Sportivo del BVB, certamente ci penserà bene e farà tutte le valutazioni del caso prima di privarsi di Raphael Guerreiro, sperando anche questa volta di fare la scelta giusta.

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